Luigi De Laurentiis: "Le parole di mio padre? Chiaro possa dire cazz*te, a volte ci sono sragionamenti. M'ha fatto sgambetti, in famiglia ci sono state tensioni. Voleva difendere la multiproprietà" | VIDEO

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Luigi De Laurentiis: Le parole di mio padre? Chiaro possa dire cazz*te, a volte ci sono sragionamenti. M'ha fatto sgambetti, in famiglia ci sono state tensioni. Voleva difendere la multiproprietà | VIDEO

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Ultime notizie SSC Napoli - L'amministratore unico del Bari Luigi De Laurentiis, intervenuto in una conferenza stampa tenuta quest'oggi allo stadio San Nicola, ha rilasciato alcune dichiarazioni riportate da Tuttobari.

Conferenza Luigi De Laurentiis

L'amministratore unico del Bari Luigi De Laurentiis è intervenuto in una conferenza stampa tenuta quest'oggi allo stadio San Nicola:

"Le parole di mio padre hanno fatto male anche a me. Che mio padre possa dire cazzate penso sia chiaro, a volte ci sono sragionamenti, anche se quando entra nella mia sfera lavorativa diventano dei danni. Mi ha fatto degli sgambetti e in famiglia ci sono state tensioni. Non per difenderlo perché non si può fare, ma credo lui volesse difendere la multiproprietà, ovvero due imprenditori privati che difendono due brand sportivi. Ma questo gruppo investe molti denari, in passato questa squadra è fallita, con noi sarà impossibile. Questo è il massimo investimento che un gruppo come noi potrà fare"

Vendere il Bari?

"Nel calcio ci sono tanti fondi che i fanno avanti contattando i brand sportivi, oggi il nostro paese ha un grandissimo appeal per gli investimenti. A oggi non è arrivata nessuna proposta vera e concreta, se dovesse arrivare la valuteremmo. Il mio mestiere è anche quello dell'imprenditore, anche altrove ci sono state contestazioni. In passato ci sono state presidenze che hanno fatto fallire il club e nessuno si lamentava, probabilmente questa multiproprietà è un mostro a tre teste. Io comunque non mollerò, ho la voglia di lottare per dimostrare che il mio è un impegno sano e veritieroNon è questo il luogo per parlare di una cifra. Ho avuto un incontro con degli americani, ma non ho la volontà di parlarne pubblicamente per questioni di business. Se dovessero arrivare ne parlerò chiaramente pubblicamente"

Intervenuto al Senato il mese scorso, Aurelio De Laurentiis ebbe modo di ritornare sulla doppia proprietà Napoli-Bari:

"Siamo li correttamente sintonizzati sui vivai, su questo ed altro. Ma vi rendete conto che ne la Serie B e ne la Serie C, se non intervengono grossi gruppi e fondi stranieri ci sarebbe il disastro più totale? Eppure se a noi fosse stata data la possibilità, per una stessa famiglia di avere due gruppi di calcio in campionati diversi... cosa che invece dovrebbe essere possibile perchè lo fanno per il City Group! Stanno addirittura nello stesso campionato. A noi ci è stato detto: no, non è possibile. E cosa farà quella società calcistica una volta che la famiglia De Laurentiis si sarà stancato? Probabilmente sarà destinata a rimanere dov'è o a fallire a meno che ci siano dei gruppi stranieri o italiani che possano intervenire poderosamente"

Lo scorso 7 febbraio, in una conferenza stampa a Castel Volturno, Aurelio De Laurentiis disse:

"Ci hanno accusato di non aver investito sui giovani, di non aver fatto il vivaio. Ma avere una seconda squadra (il Bari, ndr) portarla dal fallimento alla soglia della serie A, e tirare fuori i vari Cheddira o Folorunsho, che ci ha fatto pure penare l'altro giorno, e che sono di proprietà del Napoli, mi pare che, insomma, come vivaio ci stiamo"

L'allora sindaco di Bari Antonio Decaro rispose:

"Tra i doveri di chi detiene il titolo sportivo non c'è solo quello di mantenere in ordine i conti. C'è quello, forse più importante, di rappresentare i colori di una intera città, di portare rispetto a chi ogni settimana paga il biglietto, sostiene lunghi viaggi per le trasferte o anche semplicemente soffre e gioisce davanti alla tv. Per questo trovo le parole di Aurelio De Laurentiis, che definisce il Bari come una seconda squadra del Napoli, offensive nei confronti dell'intera comunità di tifosi baresi. Con tutto il dovuto rispetto per il Napoli, non siamo la seconda squadra di nessuno. Abbiamo una storia e una dignità che non possono essere vilipese in questo modo. Da primo cittadino e da tifoso chiedo ad Aurelio De Laurentiis di scusarsi al più presto con tutti i baresi per questa uscita a dir poco infelice, che ferisce la nostra passione e la nostra identità"

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