Collovati: "Nel calcio c'è egoismo, la frase 'prima la salute' è ipocrita. Campionato? Si può giocare anche ad agosto"

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Collovati: Nel calcio c'è egoismo, la frase '<i>prima la salute</i>' è ipocrita. Campionato? Si può giocare anche ad agosto

Collovati parla dell'egoismo nel mondo del calcio

Notizie calcio - La situazione attuale del calcio italiano vista da fuori, da chi per una vita l'ha vissuto da protagonista. Sei maglie (Nazionale compresa), quattro trofei. Fulvio Collovati è uno degli eroi di Spagna '82, quando l'Italia di Enzo Bearzot alzò la Coppa del Mondo sotto al cielo di Madrid. L'ex difensore si è raccontato a Calciomercato.com, tra idee del presente e ricordi del passato. 

Che idea si è fatto di questa situazione che sta vivendo il calcio?
"Penso che inizialmente ci sia stata un po' di confusione, non avevano capito la portata di questa tragedia che è stata sottovalutata da tutti. Nel calcio c'è egoismo: le frasi di circostanza come "prima la salute" sono solo chiacchiere, si pensa sempre prima ai propri interessi. I giocatori sono stati poco tutelati, ma sono persone come le altre".

Cosa ne pensa del braccio di ferro sul taglio degli stipendi?
"Credo che non siano le società da sole a dover scegliere, ma deve essere una decisione presa insieme ai calciatori. Spesso vengono etichettati come egoisti e superficiali, però hanno sempre dimostrato sensibilità in ogni situazione. Se i club chiudono i bilanci in rosso non è colpa dei giocatori. Spero che questo momento serva per ridimensionare costi e spese folli che si fanno nel calcio. Mi auguro sia l'anno zero, che dopo il coronavirus si torni a un calcio di 40/50 anni fa puntando di nuovo sui nostri settori giovanili".

Secondo lei quale può essere la soluzione più giusta per riprendere il campionato?
"Giocare anche in estate, facendo continuare il campionato anche a luglio e agosto. La stagione 2019/20 deve finire entro il 30 agosto, se si gioca ogni tre giorni si può fare tranquillamente: ci sono rose da 30 giocatori, non vedo quale sia il problema. La priorità deve essere la salute delle persone, non i bilanci".

Le è mai capitato un contesto simile a quello attuale?
"Ho vissuto lo scandalo scommesse nel 1980, ma in quel caso il calcio non si è fermato. Siamo andati in B con il Milan, io giocavo il sabato con la Nazionale e la domenica in campionato. Una volta ho giocato un Grecia-Italia ad Atene alle 18, gara di qualificazione al Mondiale '82, alle 22 ho preso un aereo col quale sono arrivato a Milano a mezzanotte, e alle 14.30 del giorno dopo ero di nuovo in campo a San Siro".

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