Quagliarella: "Torino mia seconda casa. Juventus? A Napoli la definiamo con una parola..."

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Quagliarella: Torino mia seconda casa. Juventus? A Napoli la definiamo con una parola...

In una lunga intervista rilasciata all'odierna edizione del quotidiano La Stampa, Fabio Quagliarella ha parlato del derby di domenica contro la Juventus, del suo passato in bianconero e non solo. Ecco le sue dichiarazioni: "

Il Derby? Partita speciale, inutile negarlo. Se dovessi far gol me lo immagino decisivo, come i due che ho già segnato ai bianconeri con Udinese ed Empoli". "Sento l'attesa dei tifosi, ma cerco di prepararmi con serenità. Abbiamo una buona classifica, è bello giocare con la testa libera. Per l'Europa League servono punti, sarebbe un bello slancio. Ma poi mancherebbero sei partite difficili, può succedere di tutto: il calcio è strano. Se brucia la beffa dell'andata? Certo, come sempre se prendi un gol all'ultimo minuto. Nel Derby è peggio, anche perché il pari ci stava tutto. Poi abbiamo cambiato marcia, ci siamo resi conto che potevamo giocarcela con chiunque. Sono cambiato anch'io, i primi mesi erano duri lì davanti. Ho parlato con Ventura, gli ho detto che per far gol dovevo essere messo in condizione, s'è trovata la squadra. Juve distratta? Ma quando mai! Saranno euforici, hanno troppi campioni non possono permettersi queste leggerezze. Il bianconero più decisivo? Buffon e Pirlo hanno un carattere impressionante, Gli juventini hanno la cazzimma' diremmo a Napoli. I 100 gol in A? E' un bel traguardo, avessi giocato con più continuità nella Juve l'avrei raggiunto. Se li festeggerò col Toro il prossimo campionato? Me lo auguro, a meno che non mi mandino via. Spero che la squadra non si indebolisca, sarebbe brutto dopo due ottime stagioni lottare per una salvezza tranquilla. Ai giovani che vogliono partire consiglio di valutare bene tutto: andare in una big potrebbe essere controproducente. Ventura? E' un valore aggiunto. Cos'è per me il Toro? Una seconda casa. A 13 anni ero già qui, mi ha fatto diventare calciatore e uomo. Chi potrò ringraziare se non la società che ha creduto in me? La Juve è il club che mi ha fatto vincere 3 scudetti e 2 supercoppe. Poi non dimentico gli applausi dello Stadium all'andata, brividi veri. Come i tanti che regala il Toro. Quali? Alla prima contro il Bromma, poi contro il Bilbao, lo Zenit, flash indimenticabili. E c'è ancora un derby...".

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