Che fine ha fatto... Michu?

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Che fine ha fatto... Michu?

Alla ricerca degli azzurri perduti, dei volti dimenticati che a Napoli sono stati solo di passaggio o che comunque non hanno lasciato il segno. Una rubrica, in programma ogni mercoledì, che punta a ripescare bidoni e delusioni dell'era De Laurentiis in Serie A. Oggi tocca a lui: che fine ha fatto... Michu?

Il peggior acquisto dell'era Benitez, eppure tecnicamente all'altezza. Tra l'altro, anche un jolly raro nel panorama calcistico europeo. Trequartista o seconda punta per la qualità di base, anche prima punta per la fisicità e l'efficacia nello stacco di testa. Ma l'avvio è tra i peggiori possibili: subito un errore pesante all'esordio nella partita della discordia, il preliminare di Champions League contro l'Atlhetic Bilbao che porterà strascichi inimmaginabili per l'intera stagione. Un rigore in movimento sprecato in modo incredibile, un attimo che avrebbe potuto indirizzare diversamente la sua storia e cambiare forse un'intera annata. 

Poi i tantissimi problemi fisici, che lo portano ad appena 7 presenze in un anno per 240 minuti complessivi. Prima la caviglia, poi il ginocchio. Non sono bastate le cure di uno staff medico che ha fatto miracoli all'ombra del Vesuvio, né il rientro in patria per una terapia specifica dopo due le operazioni chirurgiche. Inevitabile l'addio a fine stagione, col club che nemmeno ci pensa nell'esercitare il diritto di riscatto dallo Swansea City. Poi il finale in discesa per l'attaccante: prima il Langreo nella terza categoria spagnola, infine il Real Oviedo nella cadetteria. 

Oggi, a 31 anni, il giocatore ha addirittura appeso gli scarpini al chiodo. Tanti infortuni, troppo dolore. Così la saggia decisione per evitare ulteriori mortificazioni. E Napoli resterà per sempre il rimpianto della propria carriera, l'occasione di una vita giunta proprio nell'anno in cui il fisico ha ceduto definitivamente: "Ero arrivato con tanta voglia di far bene, ero nel punto più alto della mia carriera. Poi la caviglia, che già mi tormentava dai tempi dello Swansea, cominciò a farmi male in continuazione e non riuscii a trovare pace da un dolore costante. Nemmeno il recupero qui in Spagna mi aiutò e l’impotenza di non riuscire a giocare mi distrusse psicologicamente". Appena un palo col Torino, poi zero reti all'attivo. Come abbia superato le visite mediche a Castel Volturno, resterà un mistero per sempre. 

di Pasquale Edivaldo Cacciola - @PE_Bahia

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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