Cucci: "Dalla 'barzelletta' del fair play milanese, alla prima di calcio vero: poi sarà subito assaggio di scudetto"

Rassegna Stampa  
Il pensiero di CucciIl pensiero di Cucci

Scrive Italo Cucci nel suo editoriale per Il Quotidiano Sportivo: "Il calcio che ha tradito la domenica, anticipando da tempo al sabato le sfide più importanti (e infatti il campionato comincerà sabato 19 con Juve-Cagliari e Verona-Napoli, presunti assaggi di scudetto) ha invece scelto questa «santa» sera per dare inizio alla stagione, offrendo all’Olimpico la finale di Supercoppa Juve-Lazio. Il tema del match è tutto juventino: dimenticare Cardiff, festeggiare i 50 anni di Allegri, il 10 sulla maglia di Dybala, la mancata convocazione di Higuain da parte dell’Argentina (meglio risparmiarlo, il Pipita) e non so quanti altri eventi secondari. Nessuno in casa bianconera lo dirà, ma insieme a Cardiff c’è da dimenticare l’episodio più bollente dell’estate, l’addio a Bonucci e alla difesa più forte d’Europa. Allegri l’ha rammentato solo per rifiutarne la colpa e tutti i segugi sono dunque impegnati a cercare il responsabile del tradimento. Pardon, mi correggo, non ci sono più traditori, l’ultimo è stato Higuain: da questa stagione i fuggitivi, i cambiabandiera, i voltagabbana, i mutanti saranno definiti più cortesemente «liberi pensatori» o, come Neymar, «imprenditori illuminati». Come gli ultimi, Spinazzola e Kondogbia, che hanno seguito le antiche orme di Best, Sivori, Gascoigne, Edmundo e quelle più recenti di Amadou Diawara che non fece più ritorno a Bologna perché si perse fra le verdi colline d’Africa o piuttosto nei boschetti di Castel Volturno. C’è anche la Lazio, ovviamente, nella partita di stasera, è trattata da sparring partner anche se Inzaghi medita il (possibile) colpaccio che riuscì l’anno scorso al Milan in Qatar. Inoltre la Lazio contiene, faccio per dire, il simbolo di questa stagione mattocchia in cui il termine fair play significa «barzelletta» in tutte le lingue conosciute: in maglia biancoceleste stasera dovrebbe giocare il mitico Keita, comunque disponibile (lui con passione, Lotito con calcolatrice in mano) a trasferirsi alla Juve al 90° (esclusi supplementari e rigori). Rimpiango il bel calcio antico, naturalmente, e non mi arrenderò mai alle finte rivoluzioni del business. Come la Var che per fortuna stasera ci sarà risparmiata: un costosissimo prodotto del business tecnologico che avvelenerà la nostra passione. Come le uova olandesi e lo zabaione".

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