Nappi: "Preferivo il Sarri che non vinceva al Napoli rispetto a questo. Per andare alla Juve si è snaturato"

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Nappi: Preferivo il Sarri che non vinceva al Napoli rispetto a questo. Per andare alla Juve si è snaturato

L'allenatore Marco Nappi, collegatosi in diretta ai microfoni di TMW Radio, nel corso della trasmissione Stadio Aperto, condotta da Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini, ha iniziato il suo intervento raccontando della sua situazione ad allenare l'accademia di Pechino in Cina: "Il 30 giugno mi è scaduto il contratto, mi hanno detto che mi vogliono rinnovare e sto aspettando. So che i miei ragazzi non si stanno allenando, quindi ancora il futuro per me è un punto interrogativo, ancora non lo so. Fin quando c'era il contratto, ogni mattina dovevo informare sulle mie condizioni, mentre dopo la scadenza mi hanno detto che posso anche non farlo. Altrimenti ogni mattina mi sarebbe toccato svegliarmi e mandare messaggi al responsabile dell'accademia. Sto seguendo i miei ragazzi, che devono allenarsi da casa e mandare video all'assistente cinese. La mia idea sarebbe proseguire in Cina, poi però magari potrebbe muoversi qualcosa in Italia. Mi piacerebbe da morire tornare per allenare in Italia, ma con una squadra importante. Anche una Primavera. Sicuramente non tornerò mai più in Serie D".

Come può essere a rischio Nicola al Genoa?
"Eh, non è la prima volta... Ricordo anche Ballardini che è stato cacciato con gli stessi modi. Ci ho giocato assieme, è genoano vero e ha fatto una grande impresa: nei giorni dopo il Sassuolo ero a Genova e ho vissuto le preoccupazioni della tifoseria. Il tifoso genoano è stufo, sono troppi anni che soffrono. C'è una contestazione incredibile verso il presidente, mi auguro che si possa rivedere il vero Genoa: i loro tifosi fantastici meritano di più di queste salvezze sofferte fino all'ultima giornata".

Qualcuno sarebbe persino disposto a un anno di Serie B per dire addio a Preziosi?
"Sono belli pieni di questa situazione, la vivono male. Non si godono niente, in città ho visto tanta gente che sta soffrendo per una maglia. Altro che quelli che arrivano, baciano la maglia, e poi se ne vanno... Va amata di più, però, partendo dal capo fino ad arrivare al magazziniere. Oggi c'è troppo distaccamento tra i tifosi e i calciatori".

Anche nei confronti dei giornalisti, no?
"Vero. Ricordo che tempo fa uscivi dallo stadio e incrociavi il giornalista col taccuino. Per me era bello condividere subito dopo, sia che fosse una vittoria o una sconfitta. Ricordo che un anno giocavamo a Perugia con il Napoli e facemmo il riscaldamento nel parcheggio... I tempi cambiano, ma contatto e affetto devono tornare".

Oggi nelle giovanili si punta troppo ai risultati?
"Io sono stato mandato via dal Livorno perché il ds Facci diceva che pensassi più al risultato che alla crescita dei giovani. E pensavo: ho vinto uno Scudetto al Livorno non perché sono Mago Merlino, ma perché ho fatto crescere i miei ragazzi. Canessa ha esordito in Serie B, Pallecchi ha esordito quest'anno, e Santini gioca nella seconda serie degli Emirati Arabi. Anche il risultato è importante: i sacrifici che uno fa, se abbinati al risultato, sono ancora più belli. Nei settori giovanili devono lavorare più sui giocatori che meritano, su quelli che hanno le qualità".

L'Atalanta può farcela col PSG? Quanto incide l'assenza di Ilicic?
"Assolutamente sì, anche perché il PSG praticamente sono cinque mesi che non gioca. Ilicic sarebbe stato importante ma l'Atalanta ha fatto vedere grandi cose anche senza di lui. Visto che è una partita secca può pure passare il turno".

Che ne pensa delle parole di Conte?
"Sono d'accordo sulla frase che tutti salgono sul carro quando arrivano i risultati. Conte lo conosciamo tutti, è così: bello pimpante e dice quello che pensa. Da una parte mi piace anche, ma una situazione del genere sinceramente non l'ho mai passata, mai sentite certe dichiarazioni sulla società da parte di un allenatore. Un po' però sono d'accordo con lui: viene sempre punzecchiato molto, quando possono i media lo colpiscono. Se si va a vedere, alla fine, è arrivato a -1...".

Lei lo confermerebbe Sarri alla Juve?
"A me piace moltissimo, perché viene dalla gavetta e si merita tutto. Quello che dico io è che lui si è snaturato per allenare la Juventus... Non mi è piaciuto nel non avere tirato fuori il suo carattere, io lo preferivo col Napoli anche se non vinceva".

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