Akron, Milanese: "Dal Napoli al college americano per laurearmi. Il calcio italiano mi ha stancato. Di Sarri ricordo il prepartita col Real. Su Diawara e Gaetano..." [ESCLUSIVA]

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Akron, Milanese: Dal Napoli al college americano per laurearmi. Il calcio italiano mi ha stancato. Di Sarri ricordo il prepartita col Real. Su Diawara e Gaetano... [ESCLUSIVA]

L'ex Napoli Milanese a CalcioNapoli24

Ultimissime calcio Napoli - E' mancato poco per vederlo esordire con la prima squadra del Napoli, quando c'era Maurizio Sarri in panchina. C'era la Coppa d'Africa e Sarri convocò in prima squadra, per Napoli-Spezia di Coppa Italia, un giovanissimo Marco Milanese. Difensore centrale mancino della Primavera di Gianpaolo Saurini, ad oggi calciatore dell'Akron, negli Stati Uniti. Frequenta un college per esaudire il sogno di laurearsi e nello stesso tempo gioca in un calcio che, con quello italiano, c'entra ben poco. Ecco le sue parole in esclusiva a CalcioNapoli24.it: 

Partiamo dall'inizio, chi fu a portarti nelle giovanili del Napoli? "Fu Daniele Petrone, il vice di Grava ai suoi tempi. Mi contattò perchè mi vide giocare con la Berretti del Torino e disse che aveva bisogno di rinforzi in difesa e voleva che entrassi nella Primavera del Napoli già a gennaio". 

Ti aspettavi che il Napoli non ti rinnovasse il contratto? Chi fu a comunicarti questa decisione? "Non me l'aspettavo e mi ricordo che, ero in vacanza dopo gli esami del Liceo, ed il mio procuratore mi disse che dovevano risolvere altre situazioni più importanti della mia. Poi non mi fecero sapere nulla. Ero uno dei pochi ad essere stato convocato in prima squadra ed ero convinto di essere trab quelli a cui sarebbe stato rinnovato il contratto. Fu mio padre a darmi la cattiva notizia". 

Giocavi in Primavera del Napoli con Gianpaolo Saurini in panchina. Che progetto è quello del vivaio di Gianluca Grava? "Quando sono arrivato già si vedevano grossi cambiamenti. Iniziarono ad arrivare giocatori anche da fuori come Zerbin. Poi ricordo che le squadre giovanili del Napoli iniziavano ad essere forti. Con Grava iniziammo a vedere qualcosa di positivo". 

Ti allenavi spesso con la prima squadra di Sarri, poi la convocazione in Napoli-Spezia di Coppa Italia. Ti aspettavi di esordire con la maglia del Napoli? "Non me l'aspettavo. Da gennaio mi allenavo tutti i giorni in prima squadra e per la Coppa d'Africa mancavano Koulibaly e Ghoulam. Sarri disse che preferiva un Primavera anzichè comprare un difensore nuovo. Non mi aspettavo la convocazione, poi Napoli-Spezia finì 4 a 1. Mi ricordo che in panchina con me c'erano tutti i titolari".

Che personaggio è Maurizio Sarri? "E' uno dei top 5 in Europa come allenatore. Come persona ha sempre mantenuto distacco coi calciatori. Come coach è da grande squadra come la Juventus. Ora stiamo vedendo i progressi della Juve di Sarri". 

Dopo l'esperienza al Napoli sei tornato all'Isernia, squadra della tua città. Non arrivò alcuna chiamata più importante per te? "Decisi di tornare ad Isernia perchè fu un'estate turbolenta e volevo tornare a casa. Vincemmo il campionato quell'anno, volevo stare vicino alla mia famiglia. A gennaio la Casertana mi offrì la possibilità di andare in Serie C, ma decisi di andare a giocare al college in America per laurearmi e fare calcio professionistico allo stesso tempo". 

Poi ti sei trasferito negli Stati Uniti, all'Akron. Come mai questa scelta di cambiare vita? "Perchè, dopo i fatti accaduti in Italia, ero stanco di tutti questi movimenti tra procuratori e dirigenti. Decisi di andare in America. Mi informai e mi chiamò quest'associazione e mi disserro che avrei potuto giocare nel college che è tra i migliori in America dove avrei potuto studiare e prendere una laurea in inglese e giocare ad alti livelli. Due piccioni con una fava presi. Mi trovo veramente bene, farei questa scelta altre diecimila volte".

Come si vive il calcio in America? "E' un calcio molto più fisico, ci son voluti 2 o 3 mesi per adattarmi. E' un calcio molto più sano dal punto di vista della squadra. Ci sono molte tradizioni e le squadre sono molto più unite, la squadra viene prima di tutto e i singoli non esistono. Il campionato inizia a settembre e finisce a dicembre. Abbiamo finito da poco la regular season e stiamo per cominciare la fase interstatale. Vinciamo ogni anno, ma l'anno scorso abbiamo perso in finale". 

Ad oggi c'è un certo Gianluca Gaetano che sta stabilmente in prima squadra. Che consigli gli daresti? "Gianluca si iniziò ad allenare con noi in Primavera quando era il capitano degli Allievi. E' un ragazzo fantastico, è un talento. Gli dico di restare umile e di continuare a giocare come sa fare. Con noi giocava interno di centrocampo ed era fenomenale, era bravo coi piedi e anche tatticamente. Segnava tanti goal ed era devastante. Però lui secondo me è un trequartista, è molto duttile".

Ti piacerebbe tornare in Italia? "Se ho l'offerta giusta perchè no? L'importante è che, essendo rimasto scottato, ci sia trasparenza dell'offerta". 

E Sarri? Un ricordo particolare che hai di lui: "Mi ha colpito quando stavamo preparando la gara col Real Madrid e stavamo osservando, attraverso dei video, come giocavano gli avversari. Lui era così convinto che le cose tattiche che aveva preparato avrebbero poi funzionato. Perdemmo a Madrid, ma ricordo che la squadra fece tutto ciò che chiese l'allenatore e mise in difficoltà il Real Madrid. Lì pensai che era tra i migliori allenatori in circolazione". 

Dei campioni di quella prima squadra con chi riuscisti a legare anche fuori dal campo?: "Ero molto legato a Diawara, eravamo sempre insieme perchè eravamo i più giovani. Ci mettevano sempre in stanza insieme, è un ragazzo molto umile. Anche Mertens mi sorprerse, lo ammiravo sin da piccolo. Mi dava consigli, mi aiutava a capire che avevo una fortuna enorme. Mi raccontò che partì dalla Serie C belga e non aveva avuto la fortuna come la mia di essere già in un grande club". 

Cosa ti manca di Napoli? "Mi manca il cibo, qui in America non si mangia bene. Darei non so quanti soldi per mangiare una pizza. Mi mancano i tatticismi del calcio italiano, la mia squadra fa molto possesso palla e mi scelsero proprio perchè giocavo col Napoli. Ma le altre squadre buttano palla avanti". 

Il rapporto coi tifosi locali com'è? "Molte volte i tifosi mi chiedono come mai sia qui, sono sorpresi perchè quando racconto che ho giocato con Koulibaly ed Insigne rimangono stupiti. Loro li vedono solo in tv". 

di Fabio Cannavo (Twitter: @CannavoFabio)

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