Tuttosport su Sarri: "La sua capacità comunicativa non è paragonabile alle conoscenze tecnico-tattiche. Da Mancini ad Eto'o, non è il primo scivolone per il mister"

Rassegna Stampa  
Tuttosport su Sarri: La sua capacità comunicativa non è paragonabile alle conoscenze tecnico-tattiche. Da Mancini ad Eto'o, non è il primo scivolone per il mister

Secondo l'edizione di oggi di Tuttosport, sarà colpa del treno scudetto che scappa, o di una capacità comunicativa non paragonabile alle sconfinate conoscenze tecnico-tattiche. Di sicuro, il risultato è stato da dimenticare almeno quanto il singolo punto conquistato nelle due sfide contro Roma e Inter. Se Maurizio Sarri voleva sviare l’attenzione dai due mancati successi del Napoli c’è riuscito, ma probabilmente avrebbe preferito farne a meno. Il sorriso con cui ha risposto alla domanda della giornalista della tv campana Canale 21 Titti Improta nella conferenza stampa dopo lo 0-0 di San Siro con l’Inter dice che il tecnico del Napoli non cercava un’uscita provocatoria in stile-José Mourinho. Tuttavia il risultato è stato un completo buco nell’acqua, con una gaffe sessista. "Sono troppo dura se dico che questa sera lo scudetto è compromesso?". Domanda legittima, che però ha ottenuto una risposta infelice: “Sei donna, sei carina, non ti mando aff... per questi due motivi" ha detto Sarri. Accortosi della mala parata, il tecnico ha chiesto scusa alla cronista al termine dell’incontro con la stampa. Quando però la risposta di Sarri aveva già iniziato l’inesorabile giro del Mondo dell’era social, attirando una valanga di critiche. «Mi ha chiesto – ha detto Titti Improta - se fossi permalosa e io gli ho risposto che non lo sono ma che lui non si può permettere di usare espressioni del genere. A quel punto Sarri si è scusato, dicendo di aver commesso un errore». Un errore che riporta ad altri scivoloni del passato, come gli insulti omofobi a Roberto Mancini nel corso di un’altra sfida tra Napoli e Inter. Tra le voci critiche, c’è stata la levata di scudi dell’Ordine dei Giornalisti della Campania. Che ieri ha preso una posizione all’opposto rispetto ai rappresentanti dei media che, in conferenza, di fronte alla risposta di Sarri avevano sorriso, invece di stigmatizzare il comportamento. «A telecamere spente – ha detto Ottavio Lucarelli, presidente dell'Ordine regionale - Sarri si è poi scusato, ma rimane la gravità della sua risposta che segna non soltanto il gergo volgare dell'allenatore, ma il suo disprezzo verso la stampa e verso le donne». Il tam tam mediatico ha evidentemente infastidito l’agente del tecnico, Alessandro Pellegrini, che ha difeso il proprio assistito gettando però ulteriore benzina sul fuoco con un tweet di eleganza come minimo rivedibile: "E anche dopo Inter-Napoli il #clan ha continuato a scurreggiare con la bocca/tastiera/penna... #maiservi".  
 
L’eleganza nell’eloquio non è mai stata il punto forte di Sarri, nemmeno quando gli scenari avevano connotazioni opposte: “Samuel Eto’o è venuto a farmi i complimenti dicendosi onorato di conoscermi, e gli ho chiesto ‘Ma mi prendi per il c…?’” disse tre anni fa dopo Empoli-Sampdoria. Domenica sera Sarri non era sereno, inevitabile quando un testa a testa come quello contro la Juventus inizia a prendere la piega sbagliata. Del resto in due gare il Napoli ha ottenuto meno punti rispetto a quelli dei bianconeri nella sola sfida contro l’Udinese, e vedere la propria squadra alle spalle di un’antagonista che ha disputato una partita in meno può far tremare la terra sotto i piedi. Mediaticamente, Sarri aveva iniziato a scivolare già dopo l’eliminazione dall’Europa League per mano del Lipsia, quando aveva spiegato che il suo Napoli avrebbe segnato un’epoca come l’Olanda anni ‘70. Cioè un esempio di calcio di incredibile qualità ricordato però più per le sconfitte in due finali mondiali che per le quattro Coppe Campioni vinte dai club oranje. Una magnifica incompiuta presa come esempio è un messaggio insidioso, interpretabile come l’intenzione di mettere le mani avanti, preparandosi all’ipotesi di un nuovo scudetto juventino. Incompiuta: definizione scomoda che rischia di toccare anche il Napoli dell’attacco spumeggiante e delle grandi occasioni, ma sempre troppo ancorato ad amnesie difensive e a rotazioni limitate. In poche parole un gruppo a cui è sempre mancato l’ultimo mattone per completare il capolavoro. Frustrante, per chi vive dall’interno tale situazione, ma non al punto da giustificare cadute di stile imperdonabili per chi ricopre un ruolo pubblico come quello di un allenatore che gioca per lo scudetto. 

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