Omicidio Ciro Esposito, rigettato il ricorso di De Santis: 16 anni di carcere per il romano. La madre Antonella: "Giustizia fatta al 50%"

Rassegna Stampa  
Omicidio Ciro Esposito, rigettato il ricorso di De Santis: 16 anni di carcere per il romano. La madre Antonella: Giustizia fatta al 50%

Antonella Leardi è scoppiata in lacrime quando l’avvocato Angelo Pisani le ha comunicato telefonicamente ieri, nel tardo pomeriggio, la conferma dei 16 anni di reclusione per Daniele De Santis, condannato in via definitiva per l’omicidio di suo figlio Ciro Esposito, il giovane tifoso della SSC Napoli scomparso a soli 28 anni il 24 giugno 2014 al Policlinico Gemelli di Roma per le ferite da arma da fuoco riportate il 3 maggio, mentre si recava allo stadio Olimpico prima della finale di Coppa Italia tra Napoli e Fiorentina.

Omicidio Ciro Esposito, emessa sentenza contro De Santis

"Volevo la verità e l'ho avuta", ha commentato a caldo la madre Antonella. Come racconta l'edizione odierna di Repubblica, la prima sezione penale della Cassazione ha, infatti, rigettato il ricorso presentato dall’imputato contro la sentenza emessa in appello nel giugno dello scorso anno, con la quale era stata notevolmente ridotta la pena rispetto a quella inflitta in primo grado: i giudici della Corte d’assise d’appello di Roma avevano assolto De Santis dal reato di rissa ed escluso le aggravanti dei futili motivi e della recidiva, riducendo così la pena da 26 a 16 anni di carcere.

Mamma Antonella Leardi si è poi sfogata dopo la sentenza:

"Personalmente ho sempre saputo come sono andate le cose: me le ha raccontate mio figlio Ciro, quando era ricoverato in ospedale. L’importante è che adesso non ci siano più dubbi. Diciamo che giustizia è fatta al 50 per 100 dopo la riduzione della pena che c’era stata in appello. Sinceramente temevo che potesse succedere qualche cosa di brutto, ma ho sempre avuto fiducia e finalmente le responsabilità di De Santis sono state accertate. Era ciò che m’interessava, al di là di quanto resterà in carcere. È stato un periodo difficile per me e la mia famiglia, l’abbiamo vissuto con grande tensione. Ora terrò vivo il nome di Ciro come ho sempre fatto dal 2014 con tante iniziative. Continuerò a lottare per questo. Il calcio è bellezza e non violenza".

È soddisfatto anche il legale Angelo Pisani:

"Finalmente giustizia è fatta. Ora c’è la certezza che non ci saranno altri sconti di pena per chi ha compiuto un crimine ingiustificato che ha colpito non solo la famiglia Esposito - osserva l’avvocato - ma anche l’intera città di Napoli e il mondo del calcio. È importante conclude - che questa pena venga scontata in carcere senza nessun vantaggio. Vedremo cosa accadrà con la richiesta dei domiciliari che la difesa ha presentato un mese fa".

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