Rog, Diawara e la gogna mediatica su Sarri

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Rog, Diawara e la gogna mediatica su Sarri

Sarri, dal punto di vista tattico, è, se non il migliore, tra i migliori tecnici in Italia, e fino a qualche giorno fa nessuno a Napoli avrebbe messo in discussione questa ovvietà. Eppure, leggendo i commenti, sia dei colleghi giornalisti che di tanti tifosi, apparsi subito dopo il KO di Bergamo, la sensazione è che la colpa sia stata solo ed esclusivamente del tecnico, reo prima di non aver dato spazio a Marko Rog e poi di aver praticamente già buttato la spugna nella lotta per il titolo. Ma andiamo con ordine.

Il croato è arrivato a Napoli a metà settembre visto che era impegnato prima con il preliminari di Champions con la Dinamo Zagabria e poi con la Nazionale croata, non conosce ancora la lingua, come da lui stesso ammesso ha bisogno di ancora un po’ di tempo per ambientarsi e, per giunta, deve ancora assimilare come si deve gli schemi di Sarri che non lascia nulla al caso e dunque non si prenderebbe mai il lusso di mandare in campo un calciatore che non sa ancora cosa esattamente fare nelle varie situazioni di gioco affinché la coperta non diventi improvvisamente corta in una determinata zona. In virtù di ciò, siete proprio sicuri che con il croato, che pure ha doti tecniche ed atletiche indiscutibili, al posto di uno tra Hamsik e Zielinski, che pure sono stati tra i soli a salvarsi, l’esito della partita dell’Atleti Azzurri d’Italia sarebbe stato differente? Se sì, da oggi chiamiamolo Rog ex machina (nelle tragedie greche, il deus ex machina era la divinità che compariva improvvisamente sulla scena per risolvere una trama altrimenti irrisolvibile.

Passiamo, ora, all’aspetto comunicativo ed alle sue dichiarazioni circa lo strapotere della Juventus: ha detto qualcosa di inesatto, di nuovo? Queste considerazioni sono arrivate da tutte le parti in estate, praticamente ogni singolo appassionato di sport dava per già vinto dai bianconeri lo scudetto ed ora che lo dice Sarri è un qualcosa di inammissibile. Purtroppo (e fa male dirlo) la squadra di Allegri, a meno di clamorosi ribaltoni, è destinata a portare a casa il sesto titolo di fila ed al Napoli non resta altro da fare che provare a dare tutto sé stesso per tutto l’arco di campionato e sperare che quello che è sempre apparso impossibile diventi possibile per qualche distrazione della rivale numero uno. E vogliamo poi parlare del fatto che non si conosce la voce di nessun componente di questa società se non, per l’appunto, quella del tecnico, mandato ogni domenica in pasto alla stampa senza alcun supporto? I limiti, trattandosi di esseri umani, ci sono, questo è fuori discussione, ma se si è perso a Bergamo è colpa di tutti, nessuno escluso, e verosimilmente i vari Diawara e Rog non avrebbero potuto, da soli, cambiare il destino del match. Nell’arco di una stagione un KO in un campo difficile come quello dell’Atalanta, considerando anche la bontà del tecnico Gasperini, ci può stare, mentre non è comprensibile questa gogna mediatica a cui è stato esposto Sarri. Citando Eddie Vedder: “Society, you are crazy breed” (Società, sei una razza strana).

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