Chiariello: "Se volete vedere il Napoli al Maradona fate un salto dal cardiologo! Conte deve ricordarsi una cosa"
22:04
Umberto Chiariello, su Canale21, con il consueto editoriale post-partita:
“Signori e signore…
se volete andare a vedere il Napoli al Maradona, prima fate un salto dal cardiologo.
Sì, perché serve un certificato di sana e robusta costituzione!
Il campo di Fuorigrotta è roba per cuori forti, fortissimi.Col Cagliari si soffre sempre… anche al novantacinquesimo!
E ancora una volta Anguissa ci ha messo la pezza, ha tolto le castagne dal fuoco.
Repetita iuvant, dicevano i latini… e vale anche oggi.Col Pisa, non fatevi ingannare dal tre a uno… anzi, dal tre a due.
Perché il Pisa, nel finale, poteva pure pareggiarla!
E il Napoli l’ha rischiata, eccome se l’ha rischiata.
Dopo il tre a uno sembrava finita — e invece no, niente affatto.Contro il Genoa… signori miei, il primo tempo è stato da incubo.
Potete scegliere voi l’aggettivo: indecente, indecoroso, brutto, amorfo.
Usateli tutti, perché vanno tutti bene.
Zero tiri in porta. Una sola occasione, buttata via da Politano su un cross basso di Olivera.
E il Genoa che regala un’occasione su un errore difensivo: non su un’azione del Napoli, eh!
Un primo tempo da dimenticare.Poi però…
questa squadra ha valori, ha cuore.
Evidentemente Conte, nello spogliatoio, ha toccato le corde giuste.
E sono entrati i giocatori importanti.È entrato lui…
Kevin De Bruyne.
E lì cambia tutto.
Fa la differenza, tutta la differenza del mondo!
Per buona pace di chi l’aveva già bocciato, prima ancora di vederlo giocare.Le scelte di Conte?
Discutibili.
Non far giocare De Bruyne dall’inizio, dargli riposo… mah.
Il turnover era dichiarato, certo: Di Lorenzo a destra, Olivera a sinistra, Milinkovi? in porta — giusto, dopo la grande partita con lo Sporting.
Ma davanti?
Noa Lang resta fuori.
A sinistra gioca Neres, che l’anno scorso sostituiva Kvaratskhelia.
E Politano, stremato, gioca ancora.
Risultato? Si fa male pure lui, insieme a Lobotka.
Due nuovi infortuni muscolari.
E allora la domanda è una: non si poteva fare un po’ di turnover in più?Guardiamo l’Inter.
Loro Calhanoglu l’hanno fatto riposare, e intanto hanno asfaltato la Cremonese con Barella regista.
Come dico da tempo: l’Inter è la vera avversaria del Napoli.
Ha avuto un avvio complicato, ma ora è tornata.
È più forte dell’anno scorso.
In attacco ha alternative vere, a centrocampo ha qualità.
Difende peggio, sì, ma in avanti… devastante.Conte invece è stato conservativo, prudente… e ha pagato dazio.
Due infortuni muscolari in più, e partita sofferta.Nel primo tempo, con questo famoso 4-3…
doveva essere la panacea di tutti i mali, no?
Macché. Sciocchezze.
Non è questione di moduli, di numeri.
È questione di intensità, di convinzione.
Come diceva Rambaudi: “il 4-3-3 o il 4-2-3-1 non contano niente.”
Aveva ragione.
E con Neres a sinistra… abbiamo praticamente giocato in dieci.Ma attenzione: ci sono anche note positive.
Il Napoli, in sei partite, ha fatto dodici gol.
Dodici!
L’anno scorso, in tutto il campionato, ne aveva fatti cinquantanove: record negativo per una squadra campione d’Italia.
Quest’anno la media è di due a partita.
Vuol dire settantasei a fine campionato.
Numeri da Inter, da Atalanta.E poi…
abbiamo scoperto che Robin Hood non vive nella foresta di Sherwood.
No no. Vive a Napoli!
E si chiama Kevin De Bruyne.
Lui è l’arco.
E la freccia? Il danese, Rasmus Højlund.Tre indizi, fanno una prova:
con la Fiorentina, gol di De Bruyne.
Con lo Sporting, gol di De Bruyne e Højlund.
Con il Genoa, ancora gol — annullato per fuorigioco millimetrico, ma l’intesa c’è.
Quando De Bruyne lo innesca, il danese parte e non lo prende più nessuno.
L’arco e la freccia: questo sarà il leitmotiv del campionato.Højlund è già a quattro gol: due in Champions, due in campionato.
Centravanti vero, di rapina, di potenza, di testa.
E nonostante l’infortunio di Lukaku, davanti il Napoli adesso ha un riferimento autentico.Le note negative, però, restano.
Sei gol subiti in sei partite: troppi.
Infortuni muscolari a raffica.
E qualche scelta tecnica che fa discutere.
Però attenzione: il Napoli, finora, non ha mai inciampato con le piccole.
E questo è un segno di personalità, di maturità.Insomma, alla fine il messaggio è chiaro.
Napoli deve ritrovare equilibrio dietro, deve gestire meglio le energie, e Conte deve ricordarsi una cosa:
ha speso quasi trenta milioni per Noa Lang…
non lasciamolo a prendere polvere in panchina”

