Chiariello: "Neres si ferma per la milionesima volta! A questo punto alzo le braccia: veramente non so più che cosa dire, è una situazione incredibile"

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L'editoradio di Umberto Chiariello sulle frequenze di Radio Napoli Centrale:

"Noi non possiamo, per il ruolo che ricopriamo e per la serietà che dobbiamo a chi ci ascolta e ci segue, usare giri di parole, infingimenti o far finta di nulla.

Il momento del Napoli di Allegri, di De Laurentiis e di tutti è veramente difficile, perché il Napoli adesso è a «rien ne va plus», come dicono i croupier dei casinò, a Montecarlo e così via. Cioè, se vogliamo usare un vecchio brocardo latino, in cauda venenum, alea iacta est: usate quello che vi pare, ma stiamo andando a sbattere.

C'è un muro davanti al Napoli, composto da due partite: il Venezia in prima battuta e il Bodø/Glimt in seconda.

Ora, a me non dovete venire a dire che il Venezia è scarso, perché non mi interessa sentire questa argomentazione. Il Venezia è sicuramente una delle principali candidate alla retrocessione, ma quello stesso Venezia che poi retrocesse nell'anno dello scudetto del Napoli, non sto parlando del decimo posto di Garcia, ma dell'anno dello scudetto, si prese lo 0-0 in Laguna e noi non facemmo nulla per vincere quella partita.

«Ma era il Napoli di Conte?». A maggior ragione: era un Napoli migliore, più forte e che vinse lo scudetto.

Questo Napoli acefalo, amorfo, ondivago, irrisolto, grigio, che Napoli è? Perché il problema non è il Venezia, è chiaramente il Napoli.

E poi, quando le squadre inanellano tanti risultati uguali, come nel caso del Venezia, che ha collezionato sei sconfitte consecutive, prima o poi il punto lo fanno, perché la statistica te lo impone. Nessuna squadra chiude a zero punti. Nella peggiore delle ipotesi ne fai 13, 14 o 15, ma una squadra materasso deve pur esserci.

Chi ha visto le partite del Venezia, però, si è accorto che non è una squadra così inguardabile. Ha anche buoni valori in attacco: segna poco, ma prende pali e traverse e sbaglia gol.

Bisogna starci attenti, perché Nicola ha una capacità taumaturgica incredibile. Quando arriva, riesce subito a ottenere risultati e a dare una scossa alle sue squadre. È proprio questa la sua qualità migliore.

Nicola, se lo fai partire dall'inizio dell'anno, prima o poi lo mandi via: non è capace di fare quel salto di qualità che lo renderebbe un allenatore affidabile. Però è l'uomo della ciambella di salvataggio e ha centrato anche salvezze clamorose. Quello che ha fatto a Salerno ha dell'incredibile, così come quello che ha fatto a Crotone.

E quindi io non sono così sicuro che sabato andremo a fare una passeggiata in Laguna.

Poi c'è il Bodø/Glimt, che ha battuto il Borussia Dortmund, la squadra che l'anno scorso ha fatto fuori l'Inter. E noi, contro i norvegesi, a livello di nazionali siamo indietro anni luce: ci hanno rifilato sette gol tra andata e ritorno, hanno fatto un grande Mondiale, sbattendo fuori il Brasile, mentre noi siamo rimasti a casa.

Non è che possiamo dire: «Sono norvegesi, ma noi siamo l'Italia». Ma di che cosa stiamo parlando? Quando ce l'abbiamo noi Erling Braut Haaland, ma anche Ødegaard, Nusa e così via? Nel Bodø c'è anche un giocatore passato per il Milan come una meteora, Hauge, uno che davanti dà problemi. Ieri ha segnato persino il terzino destro.

Io questo snodo lo vedo veramente complesso, anche perché non so che Napoli sarà.

Se ci va bene, rivediamo il Napoli che ha battuto il Frosinone e azzeriamo tutto. McTominay entra in corso d'opera. Si parte con Lobotka e De Bruyne a centrocampo, Neres, Lang e Højlund davanti. Manco per niente, perché Neres si ferma di nuovo, per la milionesima volta. Non se ne può più!

Ma le hanno valutate le situazioni cliniche dei calciatori del Napoli oppure no? Io veramente non capisco come sia possibile tutto questo.

Dopo otto mesi senza giocare, si ferma durante la sosta delle nazionali per recuperare. Finalmente torna, gioca bene, perché Neres, quando sta bene, è forte e fa la differenza. Viene risparmiato a Villarreal proprio in funzione della partita contro il Venezia, entra soltanto nel finale. E poi Neres non gioca a Venezia.

A questo punto alzo le braccia: veramente non so più che cosa dire. È una situazione incredibile.

Ma anche gli altri hanno gli infortuni, chi se ne frega! Ce li hanno tutti. Sì, per carità, per amor di Dio. Però Neres è una situazione simile a quella di Buongiorno, uno che si fa male continuamente.

Buongiorno è un cristone di un metro e novanta, ha 25-26 anni e sta sempre rotto. Già ai tempi del Torino aveva problemi e noi abbiamo dato 40 baiocchi a Cairo per prenderlo. Era arrivato sembrando un grandissimo difensore, aveva fatto un girone d'andata strepitoso, poi è scomparso e non lo abbiamo più avuto a disposizione. È tornato l'anno scorso, ha fatto un'annata pessima, sempre costellata di infortuni. Quest'anno non lo abbiamo praticamente mai visto.

Neres e Buongiorno sono costati complessivamente 70 milioni, ai quali si aggiungono altri 30 milioni per Beukema, che non ha giocato un minuto. Cento milioni che svolazzano via. E poi ci si chiede perché De Laurentiis si sia arrabbiato. Ma ci credo!

E Neres non gioca. Allora, che succede?

Ci sono tre soluzioni per Allegri, che ovviamente vorrebbe ripristinare il 3-4-3 visto contro il Frosinone. A questo punto, però, la vedo complicata.

La soluzione più semplice è che, giocando con tre attaccanti, il terzo sia Giovane, che non ha fatto male né quando è entrato contro il Frosinone né a Villarreal. Nei primi 20-25 minuti, quando il Napoli è stato una squadra decente in campo, ha fatto anche qualcosa di buono.

Giovane al posto di Neres, sapendo che Lobotka torna in regia, Meret torna in porta, Di Lorenzo torna a destra e Spinazzola a sinistra. In panchina c'è anche Olivera e, per fortuna, recuperiamo Anguissa. Ne recuperiamo tre. Anche Alisson Santos può dare il cambio a Lang, che torna in squadra.

Poi non so se Allegri voglia concedere un turno di riposo a Højlund, ma sarebbe una follia fermarlo in questo momento per far giocare Lucca. Contro il Venezia devi vincere. D'altronde, se non lo fai giocare in trasferta, quando lo fai giocare questo ragazzone? Magari potrebbe disputare l'ultima mezz'ora, se le cose si mettono bene a Venezia. Però immagino che non partirà titolare, almeno questa è la mia impressione.

E chi sostituisce Neres se si vuole mantenere questo schema? Ci sono tre soluzioni se vuoi continuare a pensare a un tridente offensivo.

La prima è Politano, per il solito problema dell'equilibrio. Il vicecapitano è un uomo importante, vuole riscattarsi dopo l'erroraccio, ma non è un attaccante. Dovresti riciclarlo in una versione più antica, quando giocava proprio da attaccante. Secondo me, alla fine giocherà lui.

Oppure sposti De Bruyne nei tre davanti e lasci McTominay in mediana. Per me, in questo momento, è impensabile che giochino insieme per tutta la partita. Finché le condizioni fisiche di McTominay non saranno adeguate, De Bruyne può fare un'ora e poi lasciare spazio a McTominay per la mezz'ora finale.

Io penso che, a questo punto, la formazione sarà la stessa vista contro il Frosinone, con il punto interrogativo legato al ballottaggio tra Politano e Giovane.

Temo fortemente che Allegri ne approfitti per riproporre McTominay e De Bruyne in campo contemporaneamente, ma sarebbe un errore. Poi magari giocano e segnano entrambi: aveva ragione Allegri. È chiaro che, con il senno di poi, sono piene le fosse e siamo tutti contenti, ma resta il rebus della formazione che il Napoli vuole vedere.

Il segnale che dovrebbe arrivare è uno: dobbiamo andare a vincere la partita. Quindi, se gioca Giovane, è un segnale preciso.

Non so se Allegri lo farà, non lo so. Oppure riproporrà la famosa catena Politano-Di Lorenzo, che ha sempre prodotto buoni risultati, affidandosi a quella soluzione.

Alla fine della fiera, però, è l'atteggiamento che voglio vedere dal Napoli. Il Napoli non può non vincere queste due partite.

Villarreal non è stata soltanto una tappa intermedia o un inciampo: è un motivo di preoccupazione e di riflessione, perché questa tornata europea deve farci riflettere.

Stiamo andando a sbattere contro un muro e stiamo perdendo un treno. Il calcio italiano non può essere questo, e non è questo.

E allora chi ha la responsabilità di dirigere queste squadre dovrebbe almeno seguire l'esempio di Gasperini e Fabregas, che le partite se le giocano. Poi le perdono, ma almeno se le giocano.

Chivu, Allegri: con questo 3-5-2 ci avete veramente fatto venire il latte alle ginocchia"

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