Montuori a CN24: "La festa dei trent'anni dallo scudetto non dev'essere solo business, il popolo napoletano va rispettato. La data dev'essere il 10 maggio"

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Gennaro Montuori, detto ‘Palummella’, storico capo ultras della Curva B e conduttore di Tifosi Napoletani, programma sportivo che va in onda ogni giovedì alle 21.00 su Tele A e Sky 903, ha parlato nella solita rubrica per CalcioNapoli24: "De Magistris e Borriello hanno annunciato la festa dei trent'anni dallo scudetto dell'87. La festa deve avvenire il 10 maggio però, e non in un'altra data. E' una scelta per fare business, non di cuore. Già nella mia trasmissione l'abbiamo anticipato. Il mio pensiero va al pubblico, al tifoso del Napoli, che non dev'essere tradito. Bisogna vedere quali sono i contatti e come vogliono programmare questa festa. Sarò una bella manifestazione, ma non riesco a concepire questa storia. Pure il sindaco mi sembra 'prezzemolino ogni minestra', non lo capisco. Prima litiga col presidente e poi li vediamo abbracciati insieme in Tribuna. Anche questo fatto che vogliono dare la cittadinanza onoraria a Maradona mi sembra tutta una questione d'immagine e di colore politico. Il nostro colore è solo azzurro. Per ciò che riguarda la festa bisogna rispettare la gente, bisogna verificare il prezzo della partita come disse anche Volpecina in trasmissione. Insieme a lui anche gli altri calciatiori non parteciperanno alla festa dei trent'anni se il prezzo del biglietto non sarà simbolico. Noi non vogliamo più essere sfruttati. Si sta preparando una festa di una città ed i colori politici c'entrano e come. Dobbiamo festeggiare la città e i giocatori che erano in campo. Il San Paolo si dà a chi conviene, la festa non deve passare obbligatoriamente per il sindaco. Farò come ho detto, non fa niente se ho fatto parte della storia del tifo, ma non ci sarò se si tratterà di business e basta. Avevo proposto di organizzarla al bosco di Capodimonte o al Virgiliano e la maggior parte dei calciatori la pensano come me. Potrebbe essere anche inutile la mia proposta perchè quando si mettono d'accordo tra grandi (De Laurentiis, Maradona e De Magistris), ormai il quadro è fatto. Si devono ricordare di rispettare la gente perchè in caso contrario sarò pronto a fare la guerra. Amo Maradona, lo amerò per sempre, resta nei ricordi come calciatore, amico, fratello. Sono stati i testimoni di mia figlia, mi auguro che lui non tradisca la città. Visto che è guardato come il Papa, dovrebbe uscire in auto per Napoli per farsi applaudire insieme alla squadra se veramente vuol bene alla città. Deve ricordarsi che uno scudetto non si vince da solo, ma c'erano anche Bruscolotti, Giordano, Bagni, Carnevale, Muro, Caffarelli ed altri. La festa dovrebbe coinvolgere le due magiche Curve, i Distinti e la Tribuna. Quelli di ieri, oggi e di domani". 

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