Chiariello: "Il Napoli deve affrontare un ciclo micidiale! Sono snodi fondamentali per questa stagione"

Le Interviste ico calendario ico orologio22:45  

L’Editoriale Radio di Umberto Chiariello sulle frequenze di Radio Napoli Centrale:

"Il Napoli deve affrontare un ciclo micidiale dopo la pausa delle nazionali. È una pausa molto lunga e speriamo che ci restituisca qualche giocatore importante.

Il Napoli deve affrontare un ciclo micidiale perché deve giocare nove partite in 27 giorni e sono partite di cui alcune rappresentano snodi fondamentali per questa stagione.

Core ’ngrato dello sport si sofferma su questo tema: nove partite tra le soste per fare punti, perché dopo la Fiorentina c’è una sosta di ben tre settimane. Poi ci sono una serie di partite di campionato, inframmezzate da gare di Champions League, per poi arrivare a una nuova sosta per le nazionali.

Il Napoli riprenderà dopo aver affrontato la Fiorentina e questa lunga pausa di tre settimane con Frosinone e Venezia in campionato. Ma prima di affrontare il big match al Maradona contro la Roma, il Napoli dovrà viaggiare in Spagna per andare a fare visita al Villarreal e dovrà ricevere i vichinghi del Bodø/Glimt, i norvegesi, al Maradona per fare punti.

Abbiamo detto che la qualificazione ai playoff per accedere agli ottavi di Champions passa per almeno 12 punti, che significano tre vittorie interne e una vittoria esterna. Tre vittorie interne e una vittoria esterna.

Nella fattispecie, la vittoria esterna è quella sul campo del Sabah, all’ultima giornata in Azerbaigian? No, a Baku: una trasferta che dovrebbe essere un cicinino meno complicata di Copenaghen, ma parliamo comunque di una trasferta lontanissima e logisticamente complicata.

Le tre partite interne significano battere il Bodø/Glimt subito, ed è questo il periodo che stiamo analizzando, battere il PSV che non è proprio l’ultima arrivata e battere i vichinghi, altra squadra norvegese.

Cioè, significa che il Napoli deve fare il filotto buono in casa, tre vittorie su tre, andare a vincere sul campo dello Slovan e cercare punti tra Villarreal e Porto.

Dando per scontato – nel calcio di scontato non c’è mai nulla – che a Manchester, al cospetto del City del terribile mostro, non faccia punti. Anche perché il Manchester City si sta proponendo, anche se rinnovato, come l’unica vera alternativa possibile all’Arsenal, campione d’Inghilterra e padrone della Champions, perché fa solo vittorie: otto consecutive l’anno scorso, è partito subito forte e ha vinto a Napoli.

Quando analizzo questo campionato, anzi, questo mare di impegni che il Napoli dovrà affrontare dopo la pausa, nove partite in 27 giorni, cosa accade?

Il Napoli riceverà subito il Frosinone, il 10 ottobre, di sabato, e si giocherà di sera. Il Frosinone in questo momento è un po’ la rivelazione del campionato insieme alla Lazio, ma è una partita che il Napoli deve vincere.

Poi, però, il Napoli deve viaggiare, perché deve andare al Ceramica, lo stadio del Villarreal. Deve andare lì e poi deve andare a Venezia. Quindi una doppia trasferta, una settimana logisticamente complessa, perché va a Villarreal, volando per Valencia, e poi va a Venezia il 17.

Ma non finisce lì, perché si torna a Napoli e non c’è tempo di fare nulla: il 20, al Maradona, per la terza partita di Champions League, c’è il Bodø/Glimt. E questa è una partita strategica, decisiva, che non si può fallire.

Non si può fallire nemmeno Villarreal, perché se perdi anche a Villarreal, perdere aiuta a perdere. È chiaro che con due partite e zero punti il campanello d’allarme scatta, anche se non sono quelli i punti decisivi.

Li abbiamo detti quali sono quelli decisivi: i 12 mattoncini da prendersi. Tre col Bodø, tre col PSV, tre con i vichinghi e tre con lo Slovan. Trovare un punto tra Porto e Villarreal ti porta a 13 punti. Trovarne un paio ti porta anche a pensare di entrare nei playoff da testa di serie.

Il Bodø/Glimt, quindi, il 20 c’è il Bodø/Glimt.

Attenzione perché il 24 ottobre, al Maradona, arriva la lupa capitolina, piena di desideri di scudetto. Il Gasp guida la lupa e questa è una partita complicatissima.

Il 28, dopo una settimana tipo, finalmente si va a Monza, che è un’altra partita sulla carta molto abbordabile. Ma è un turno infrasettimanale, quindi ancora ogni tre giorni, e si gioca in notturna.

Quindi sei partite a ottobre: due di Champions e quattro di campionato. Frosinone, Venezia, Roma e Monza.

Ma non finisce qui, perché prima della nuova sosta delle nazionali ci sono altre tre partite a novembre e qui il livello sale. E come se sale? Perché sono partite di cartello, una dopo l’altra.

Infatti il Napoli dovrà affrontare la Juventus e la Lazio e, nel frattempo, deve andare a Porto per affrontare il Porto.

Quindi due partite di campionato, una di Champions. E quella di Champions è complicatissima, perché il Porto è la migliore squadra del Portogallo.

L’anno scorso noi, col Benfica di Mourinho, non abbiamo strusciato palla. È vero che in panchina c’era Conte, che ha ormai un’idiosincrasia alla Champions acclarata, accertata. Non abbiamo toccato palla. Brutta, brutta la partita dell’anno scorso.

Il Porto è più difficile, il Porto di Farioli.

Juve, Porto e Lazio: due partite fuori casa, una in campionato, una in Champions, e una in casa. Poi finalmente c’è una nuova pausa.

Al Do Dragão andiamo a cercare punti. Prima andiamo però allo Stadium della Juventus, dove punti ne prendiamo in genere pochi, anche se ultimamente qualche bella soddisfazione ce la siamo tolta.

Ricordiamo la sgambata di Koulibaly e l’uncinetto di Raspadori. Però là ci sarà il duello con l’ex Spalletti e, insomma, tre partite complicatissime.

Analizzando questo percorso da affrontare, difficilissimo: 27 giorni, nove partite, di cui tre di Champions e sei di campionato, con scontri con Roma e Juve, quest’ultima fuori casa.

Sembra che io sia impazzito o sia diventato un fan sfegatato di Allegri, cosa che non sono, nel dire che, data questa situazione, è il momento del filotto buono: ora o mai più.

Perché dico questo?

Perché il vero ostacolo che io vedo sul nostro percorso... Ero molto rinfrancato dalla falsa partenza della Fiorentina, perché con Grosso sarebbero stati problemi. Ora sono molto preoccupato dall’arrivo di Vanoli, che conoscendo già l’ambiente, avendo già salvato la Fiorentina quando sembrava un ectoplasma, sono convinto che troveremo una Fiorentina nettamente diversa e più agguerrita.

È una partita complicata ed è la partita chiave.

Primo, perché viene per ultima prima della sosta e un risultato che non sia la vittoria ci porterà tre settimane di polemiche infinite. Infinite.

Secondo, perché vincere a Firenze ti mette in una buona situazione, perché approfitti del fatto che giocano tra loro Roma e Inter e a qualcuna punti rosicchi. A qualcuna i punti li rosicchi.

Perché tu ti porti in classifica a nove punti in cinque partite. Non sei lontanissimo da chi perde tra Roma e Inter e ne ha 12. Dopo questo inizio roboante di queste due, tu sei partito male, ti trovi a tre punti: è tutta un’altra cosa.

Terzo motivo: perché sarebbe la seconda vittoria consecutiva e comincia a dare continuità dopo il buon secondo tempo col Bologna.

Io voglio partire dal secondo tempo col Bologna, perché se parto dal primo mi avvilisco. Mi avvilisco proprio.

Parto dal buon secondo tempo col Bologna, dove il Napoli ha mostrato un piglio diverso dopo la strigliata di Allegri.

Bene, il Napoli che vince col Bologna, batte la Fiorentina, recupera un po’ di uomini durante la pausa e poi c’ha Frosinone e Venezia.

Fare un filotto di quattro vittorie consecutive prima di beccare la Roma e magari non perdere a Villarreal. Non dico vincere la quinta partita in cinque partite, battendo il Bodø: tu fai cinque vittorie e un pareggio e, ragazzi, cambia tutto.

Cambiano i giudizi, le polemiche, le critiche.

Questa squadra, da che era la migliore rosa della Serie A, è diventata la peggiore. È un miracolo se arriviamo tra le prime quattro, siamo vecchi, siamo scarsi, non possiamo giocare con Lucca e sopra e sotto ormai siamo diventati degli scappati di casa.

E non è propriamente così.

Il Napoli è una squadra forte, con una rosa forte, con qualche lacuna, sì, perché la falla del difensore non è stata chiusa con Badiashile. L’attaccante serviva, piuttosto che andare incontro all’avventura Lucca, che è un’avventura in questo momento.

E quindi, oggi come oggi, al di là di qualche perplessità, in questo momento, con questo calendario, il Napoli deve saperne approfittare.

Frosinone, Venezia e Bodø/Glimt è il minimo sindacale.

Fare punti a Villarreal, almeno un pareggio, sarebbe cosa buona e giusta. Ma lo snodo è Firenze.

E allora le mandi un bacione a Firenze e che non ci venga di traverso, perché a ora di pranzo ci va spesso di traverso quante quelle volte in cui ci abbiamo giocato la partita.

La Fiorentina è bella tosta. Pesante: un chilo, un chilo e due, un chilo e mezzo da mangiare. È impegnativa.

Però, se voi prendete una bella T-bone, come la chiamano gli americani, la fiorentina, che non è una carne ma un taglio, e magari è una bella fiorentina, taglio di Chianina, carne di pregio, e vi mangiate il filetto della Fiorentina, perché è divisa in controfiletto e filetto, la parte tenera del filetto, capite a me, si squaglia in bocca.

E beh, se aggiungete i Favasuli piuttosto che i fagioli, capite a me il gioco di parole da boomer quale sono?

E allora meglio cazzarella e Favasuli piuttosto che fagioli fiorentini.

E con oggi abbiamo guagliato pure il pranzo"

segui CalcioNapoli24.it direttamente su Google
Ultimissime Notizie
Back To Top