Caso Rrahmani-Kosovo, in mezzo gli avvocati! Presentate azioni legali, Amir "ha dovuto affrontare minacce, attacchi e pressioni continue"
18:00
Ultime notizie SSC Napoli - Alla vigilia del prossimo raduno della Nazionale kosovara di calcio, è arrivato uno sviluppo inatteso. È lo studio legale “Hodaj & Partners” ad aver presentato pubblicamente, a nome del capitano del Kosovo Amir Rrahmani, una serie di accuse.
Attraverso un comunicato, lo studio ha fatto sapere di aver assunto la rappresentanza legale di Rrahmani «in relazione alle questioni riguardanti gli attacchi, le minacce, gli insulti e la lesione della sua reputazione da parte di persone chiave e legate all'interno della Federazione calcistica del Kosovo».
Il comunicato non chiarisce se le accuse siano rivolte a dirigenti della federazione o a persone vicine alla stessa.
Lo studio legale è guidato da Taulant Hodaj, che per lungo tempo ha ricoperto un ruolo importante all'interno della FFK. In passato è stato anche segretario generale ad interim della federazione.
«Nell'ambito di questa rappresentanza sono già state intraprese le prime azioni legali e sono state presentate agli organi di giustizia, sulla base di prove e fatti, nei confronti delle persone responsabili già identificate e di quelle che verranno identificate. Per più di due anni, il capitano Rrahmani ha dovuto affrontare minacce, attacchi e pressioni continue. Nonostante ciò, ha scelto di affrontare le proprie preoccupazioni all'interno delle istituzioni e di non renderle pubbliche, mettendo l'interesse della Nazionale e del Kosovo davanti al proprio interesse personale. Da questo momento, le questioni che richiedono un intervento legale saranno affrontate attraverso i canali istituzionali e sulla base delle prove», si legge nel comunicato di “Hodaj & Partners”.
Il difensore del Napoli è da diversi anni il capitano del Kosovo. Ha collezionato 67 presenze e sette gol con la Nazionale.
Aveva fatto molto discutere anche lo scontro tra Rrahmani e i rappresentanti dei tifosi del Kosovo, i “Dardanët”. È rimasta inoltre poco chiara la situazione verificatasi a Bucarest, dopo la partita tra Kosovo e Romania. La gara era stata interrotta dopo che i giocatori kosovari avevano lasciato il campo a causa dei cori «pro-serbi» intonati dai tifosi rumeni.
Tra coloro che presero parte alle discussioni prima della decisione di non proseguire la partita c'erano Rrahmani, il presidente della FFK Agim Ademi e Hodaj. Successivamente, la partita fu omologata con il risultato ufficiale di 3-0 a favore della Romania.
In sostanza, la decisione di non proseguire la partita, sebbene fosse stata richiesta dall'arbitro, si rivelò penalizzante per il Kosovo. I media kosovari hanno appreso che ci furono tensioni all'interno del ritiro della Nazionale quando i giocatori si rifiutarono di tornare in campo, dopo essersi inizialmente diretti verso gli spogliatoi.
Dal 24 settembre al 4 ottobre, il Kosovo sarà impegnato in ben quattro partite di Nations League. Resta da vedere se Rrahmani continuerà a giocare per la propria Nazionale. Di certo, la situazione venutasi a creare venerdì difficilmente passerà senza ulteriori conseguenze.
Bujar Mehmeti, giornalista kosovaro, su X afferma che la decisione di Amir Rrahmani di lasciare la nazionale del Kosovo è stata influenzata da presunte minacce da parte di persone legate al leader del gruppo di tifosi “Dardanët” e presidente della federcalcio kosovara Agim Ademi. È la stessa fonte che ha rivelato l'anno scorso che Rrahmani stava considerando di lasciare la nazionale.
Si dice che altri sei giocatori del Kosovo, guidati da Edon Zhegrova, ovvero Florent Muslija, Arijanet Muric, Milot Rashica, Vedat Muriqi e Valon Berisha stiano considerando di pubblicare materiale che, a loro dire, contiene prove di presunte minacce e pressioni da parte di individui legati alla FFK.
In più la federazione, prima della decisione di Rrahmani, sarebbe stata nella condizione di aver informato calciatore e Napoli della convocazione in nazionale.
