28-10-2014
11:00
“Cosa è il calcio per lei? E’ la vita…”. Parole di Mino Favini, responsabile del settore giovanile dell’Atalanta che è il primo in Italia e sesto in Europa per organizzazione e numero di calciatori lanciati in serie A e B. I numeri d’altronde parlano chiaro per questo mostro sacro del settore giovanile che dal 1991 ad oggi ha regalato alla Dea ben dodici titoli nazionali, tre Coppe Italia ed un torneo di Viareggio.
La forza e l’umiltà di Mino Favini deve essere l’esempio per risollevare il calcio giovanile italiano che, come ribadisce il dirigente bergamasco, pensa sempre più alla fisicità che alla tecnica di base. Il segreto dell’Atalanta è l’occhio esperto di Favini abbinato anche ad una struttura di un settore giovanile davvero di primo livello. Due campi per la Primavera, uno per gli Allievi e un altro ancora per i Giovanissimi il tutto sempre in erba sintetica di qualità e sempre vicino alla prima squadra di Colantuono. Ma gli investimenti della famiglia Percassi nel settore giovanile non sono finiti qui.
Ci giriamo intorno e lo staff dell’Atalanta ci mostra con orgoglio una palestra per allenare i muscoli giovani delle promesse nerazzurre così come un’ampia foresteria con ristorante annesso. Una vera e propria lezione se il tutto è rapportato al settore giovanile del Napoli che sembra lontano anni luce da questa realtà made in Italy dove si investono somme ingenti per lanciare giovani di qualità e mantenere il nome del club sempre in alto.
Si ringrazia l'ufficio stampa dell'Atalanta per la cortese attenzione e disponibilità concessa ai nostri inviati al centro sportivo Bortolotti di Zingonia.
19/04/26, 19:30
Redazione
18/04/26, 20:39
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