ESCLUSIVA - Pancaro: "Eriksson un precursore, Ronaldo impossibile da marcare. Il mio autogol contro il Napoli, l'approdo mancato e la partecipazione a Shaolin Soccer"

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Giuseppe Pancaro con la maglia della LazioGiuseppe Pancaro con la maglia della Lazio

Il Napoli affronterà sabato allo stadio San Paolo la Lazio che, proprio al pari della squadra di Sarri, è ritenuta la migliore per gioco. Una gara che può dire tanto per le due squadre, sia per la testa della classifica che per il terzo posto. La redazione di CalcioNapoli24 ha raggiunto, in esclusiva, Giuseppe Pancaro, ex proprio della Lazio e queste sono le sue dichiarazioni.

Giuseppe Pancaro a CalcioNapoli24 su Napoli e Lazio e non solo...

Dall'Interregionale calabrese al Louis II per alzare la Supercoppa Europea contro il Manchester United, ci spiega come si fa?

“Con tantissima e grandissima passione. Un amore viscerale nei confronti del calcio e un pizzico di fortuna".

Sven Goran Eriksson, un allenatore d'altri tempi che si avviava al calcio moderno. Aveva la sensazione di poter scrivere pagine importanti con lui?

“Si, perchè subito al primo impatto con la squadra, io venivo dal Cagliari, mi sono reso conto di essere arrivato in un gruppo con grandissimi campioni, un grande allenatore e un patron che voleva investire per vincere. La sensazione è che si poteva vincere qualcosa di importante".

Nell'elite del calcio, dove lo colloca Eriksson?

“E' stato un precursore dei tempi: aveva una metodologia di allenamento, 20 anni fa, simile a quella che oggi si vede fare in tanti campi di serie A. Una persona molto intelligente ed equilibrata. In tutte le vittorie della Lazio gran parte del merit è suo".

Quale la gioia più grande della sua carriera da calciatore?

“Lo scudetto con la Lazio".

La Lazio prima, poi il Milan: da Cragnotti a Berlusconi, un passo in avanti secondo lei?

“Sono passato da una grande squadra formata da gransisimi campioni, ad un'altra grandissima squadra formata da grandissimi campioni. Con una differenza, però, il Milan era più abituato a vincere e aveva maggiore esperienza in campo internazionale, in Champions per esempio, ma erano due gruppi unici".

Da Kakà a Nedved, da Peruzzi a Rui Costa e Nesta, al suo fianco grandi campioni...

“Diciamo che sono stato fortunato: ho giocato con grandissimi campioni e ho avuto grandi allenatori. Questo ha agevolato la mia carriera da giocatore".

Ha preso parte anche al film comico Shaolin Soccer – Arbitri, rigori e filosofia zen, del 2003, devolvendo il proprio compenso in beneficenza. Che esperienza fu?

“Era una cosa simpatica. Ce lo avevano chiesto, a fine benefico, e non ci siamo tirati indietro. L'ho fatto con entusiasmo e mi sono divertito".

L'attaccante più difficile da affrontare?

“In Italia giocavano i migliori e ogni domenica ce n'era uno di livello mondiale. E' riduttivo, ma Ronaldo dell'Inter mi ha impressionato".

Stagione 2001, la Lazio campione d'Italia affronta il Napoli: cross di Saber e sfortunata deviazione nella propria porta

"Lo ricordo benissimo. Infatti, è un episodio negativo che tutti i napoletani che incontro, sono spesso in città, me lo ricordano. Una città che mi piace tantissimo, così come Castellammare di Stabia: alle Vespe ho lasciato un pezzo di cuore per la squadra e per la gente. Saber? Lì è stato un mio errore causato da un debito d'ossigeno: eravamo in attacco, perdemmo palla e senza lucidità sul loro contropiede ho commesso l'errore".

Tolte Juve e Napoli, possiamo dire che la Lazio è la migliore squadra del campionato? Si affrontano sabato le due compagini che meglio giocano a calcio

“Sono d'accordo. Secondo me la squadra superiore a tutte resta la Juve per organico e mentalità, ma la Lazio la metto sullo stesso livello del Napoli. Due squadre molto forti, anche se gli azzurri stanno facendo meglio. I biancocelesti stanno facendo meglio di Roma e Inter".

Napoli primo, Juve seconda e Lazio terza: crede che possa essere l'ordine di arrivo finale?

“Ci può stare! Ma sarà una lotta serrata e bella fino alla fine: una cosa che fa bene al calcio italiano. Chi la spunterà è difficile da dire: stanno facendo un grande campionato. Per il terzo posto la Lazio è favorita".

Quanto le piace il gioco di Sarri?

“Molto, squadra bella da vedere che ti fa divertire e gioca a calcio: cerca sempre di fare la partita. Un'idea molto molto bella".

Si parla tanto della sua clausola rescissoria di Sarri. Gli consiglierebbe di restare o di accettare le lusinghe del Milan o del Chelsea?

"Non è mai facile, Sarri ha dimostrato di essere un allenatore preparato. Poi saprà scegliere quello che è meglio per il suo futuro".

Ma al Napoli è mai stato vicino?

“C'è stato qualcosa, ma è passato tanto tempo. Sono passati più di 20 anni, l'idea mi affascinava anche. Ho un'idea bellissima di Napoli, del San Paolo e della gente. Peccato!"

Verdi no, Politano e il Sassuolo, come si spiega questi rifiuti? Anche se comunque la situazione tra i due era differente...

“Non sono no alla città, sono situazioni diverse. Verdi è uno dei talenti migliori del nostro calcio, ma ha fatto solo un discorso di prospettiva per la sua carriera: ha preferito finire il percorso iniziale a Bologna per giocare. Se la stessa cosa dovesse riproporsi in estate, non direbbe di no. Politano aveva accettato, ma lì c'è stata una questione societaria. Napoli è ambita per il gioco e per la città: a tutti piacerebbe giocarvi".

di Ciro Novellino

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