Il Roma - Benitez la priorità, Spalletti l'alternativa: ecco perché De Laurentiis ha scelto lui

Rassegna Stampa fonte : di Giovanni Scotto per "Il Roma"
Il Roma - Benitez la priorità, Spalletti l'alternativa: ecco perché De Laurentiis ha scelto lui

E se davvero Benitez dovesse andar via? Aurelio De Laurentiis è pronto ad aspettare fin quando potrà l’allenatore spagnolo, ma non può farsi trovare impreparato. Ecco perché il profilo di Luciano Spalletti è già ritenuto valido e pronto per un contatto concreto. La priorità rimane la conferma di Rafa, ma in alternativa l’ex allenatore della Roma è ritenuto il profilo ideale per tanti motivi: il primo è quello di natura economica. Dei nomi che piacciono a De Laurentiis (Montella, Klopp, Di Matteo, Mihajlovic, tanto per farne qualcuno) quello di Spalletti è l’unico che a partire dal 1 luglio sarà svincolato. Montella, che pure piace, ha una clausola rescissoria milionaria con la Fiorentina, tanto per un esempio. De Laurentiis vuole evitare clausole e buonuscite da pagare, giustamente. Certo, l’ingaggio di Spalletti non è alla portata di tutti, visto che allo Zenit (col quale è ancora sotto contratto) guadagna quasi 3 milioni di euro. Ma Spalletti ha esperienza europea, è giovane (55 anni) e parla le lingue. Ha disputato tutte le competizioni continentali ed è abituato ad avere a che fare con giocatori importanti e carismatici. È italiano, cosa che fa piacere anche ai tifosi, e soprattutto ha una qualità che piace al presidente azzurro: oltre ad essere fautore di un calcio propositivo e piacevole (la sua Roma veniva definita la più bella squadra d’Europa) non è “schiavo” di un unico modulo. Difesa a quattro e poi tutte le soluzioni che in genere prevedono un centrocampo generalmente a quattro o a tre, con l’uso o meno del trequartista. De Laurentiis vorrebbe un allenatore che non mortificasse investimenti della società. Situazioni come quelle di Hamsik o di Jorginho, appannati o messi ai margini dal modulo di Benitez, non dovrebbero più verificarsi. Spalletti sa lavorare coi giovani ed ha un indole aziendalista. Non ha pretese su programmi a lungo termine, strutture e stadio e preferisce badare al sodo, guardando anno dopo anno. Non è un tecnico che punta i piedi e sa come destreggiarsi in piazze calorose e che pressano squadra e tecnico. Sorridente quando serve, ma duro nei momenti opportuni. A Roma è ricordato con grande stima e affetto, proprio per queste sue qualità. L’uomo giusto, quindi: in attesa della risposta di Rafa sulla panchina del Napoli potrebbe sedere un altro toscano.

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