28-04-2026
13:30
L'inchiesta su Rocchi rischia di allargarsi sempre di più. Mentre si attende che la giustizia faccia il suo corso per capire se e come proseguiranno le azioni della magistratura a carico dell'ex designatore arbitrale di Serie A, il giornalista Carlo Alvino invita a porre lo sguardo anche altrove.
Alvino pubblica l'audio VAR di Fiorentina-Lazio, partita di Serie A del 13 aprile 2026 (che potete ascoltare in allegato qui su CalcioNapoli24). Il giornalista si sofferma dunque sul ruolo dell'arbitro Gianluca Aureliano e sul suo arbitraggio al VAR nella partita Atalanta-Napoli di quest'anno, parlando chiaramente di un "sistema" di cui il Napoli sarebbe "vittima", nell'interesse "di chi ci precede in classifica".
Ecco quanto pubblicato da Carlo Alvino sui social:
"Oggi voglio analizzare l’audio VAR di Fiorentina-Lazio, quello relativo all’episodio Noslin-Mandragora, con il dialogo tra Michael Fabbri in campo, Daniele Paterna al VAR e Gianluca Aureliano in qualità di AVAR, perché mette in evidenza come l’attivazione o meno del VAR non sembra basarsi su criteri oggettivi e uniformi, ma su sensibilità , interpretazioni e perfino input di chi sta davanti allo schermo. Non a caso lo stesso Paterna deve ricordare ad Aureliano di insistere con Fabbri perché a decidere deve essere l’arbitro, segno evidente di un equilibrio alterato.
Oggi questo audio pesa ancora di più alla luce dell’inchiesta che coinvolge Gianluca Rocchi, lo stesso Paterna e altri dirigenti AIA, perché Paterna in quella gara era già a conoscenza di essere indagato e allora la domanda è inevitabile: con quale serenità poteva gestire un ruolo così delicato; a questo punto quell’audio non è più solo una stortura tecnica ma diventa la rappresentazione di un sistema in cui il VAR può essere troppo invasivo o completamente assente, come dimostra anche Atalanta-Napoli con Aureliano al VAR che non interviene su una rete regolarissima; un protagonismo a fasi alterne del tutto incomprensibile. E come se non bastasse, lo stesso Aureliano ad un seminario sul protocollo VAR presso un’università partenopea ha introdotto il concetto di "probabilità di fallo di mano" per giustificare la rete annullata a Hojlund in Napoli–Verona, un criterio che non trova alcun riscontro nel regolamento e che apre a valutazioni totalmente discrezionali.
Se si applicano regole non contemplate dai regolamenti si alternano le competizioni, per questo oggi, alla luce dell’indagine in corso, sarebbe opportuno approfondire anche gli episodi di questa stagione per capire se siamo di fronte a qualcosa di sistemico. Il Napoli è stato vittima di questa ingerenza o di questo silenzio selettivo del VAR, a vantaggio di chi ci precede in classifica. La procura di Milano vada fino e in fondo. C’è ancora tanto da scoprire."
28/04/26, 04:00
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