Bologna, Fenucci: "Orsolini? E' un nostro figlio, ma nessuno è incedibile"

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Bologna, Fenucci: Orsolini? E' un nostro figlio, ma nessuno è incedibile

Claudio Fenucci, amministratore delegato del Bologna, ospite di Radio Anch'io Sport su Rai Radio 1, ha parlato di vari argomenti a partire dalla lotta Champions e dall'ottima stagione della squadra di Vincenzo Italiano: "Sarà un duello interessante. Avere tutte le posizioni aperte fino alla fine è una delle grandi peculiarità del campionato italiano, questo va a favore della spettacolarità del torneo. Siamo lì con tutte le altre, cercheremo di giocarci le nostre carte fino alla fine. Abbiamo molti scontri diretti, ma pensiamo partita per partita, a partire dal match di Udine, rappresenta un altro passo verso il traguardo finale. È un percorso lungo, partito dalla Serie B quando siamo arrivati con la nuova proprietà. Abbiamo cercato di creare le basi nel tempo affinché questa crescita poi si realizzasse. A partire da Sinisa, successivamente con Thiago Motta e adesso con Italiano si è visto un progressivo miglioramento dei risultati, della qualità del gioco e dell'organico. Un percorso che si è verificato attraverso l'arrivo di allenatori che hanno dato un impulso al livello tecnico della squadra e anche con investimenti fatti sui giocatori che sono cresciuti nel tempo"

Come valuta la stagione di Orsolini?
"Riccardo è cresciuto molto, come Ndoye, uno dei migliori esterni a livello internazionale, ma sottolineo anche la continuità di Remo Freuler. Tutti sono cresciuti molto, la squadra ha tante individualità che poi vengono esaltate da questo gioco aggressivo, propositivo e di caratura internazionale che sta portando avanti Italiano".

Avete ricevuto offerte per Orsolini?
"Come ho già detto in passato, Orsolini è un figlio di Bologna. In passato, quando abbiamo ricevuto richieste, abbiamo sempre detto che sarebbe rimasto e lui è rimasto volentieri. Come per gli altri il mercato per adesso non esiste. Nessuno è incedibile, ma del mercato credo se ne debba parlare quando sono i momenti giusti. Alla fine non c'è squadra al mondo che non cresca anche vendendo calciatori. Però anche l'anno scorso mi ero lamentato del fatto che, nel finale di campionato, troppo spesso dai media, i nostri giocatori venivano accostati ad altre squadre. Questo crea un po' di fastidio".

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