"Non sono venuto a pettinare le bambole". La Smemoranda di Sacchi che può aiutare Ancelotti e la voglia di vincere a Napoli

Editoriale  
Non sono venuto a pettinare le bambole. La Smemoranda di Sacchi che può aiutare Ancelotti e la voglia di vincere a Napoli

La smemoranda di Sacchi può aiutare Ancelotti

Notizie Calcio -Il calcio è selettivo perchè alla fine vince solo una squadra. Che si giochi bene o male, alla fine quello che conta resta sempre il risultato finale. Ancelotti in questi giorni è finito sulla graticola perchè la distanza dal primo posto è più ampia rispetto alle aspettative che si erano create all'inizio del tour de force Cagliari, Brescia e Torino dove i più ottimisti avevano pronosticato tra i 7 ed i 9 punti per il Napoli. Quest'anno l'allenatore emiliano si è esposto in prima persona dichiarando come l'obiettivo scudetto fosse alla portata. Una dichiarazione boomerang per qualcuno che ora usa le famose espressioni di Ancelotti (tra queste "Non sono venuto a Napoli per pettinare le bambole") per attaccarlo. Parliamoci chiaro, quale allenatore ad inizio stagione non fa dichiarazioni anche forti per creare entusiasmo? Se Ancelotti viene criminalizzato per aver pronunciato la parola scudetto, non osiamo immaginare cosa sarebbe accaduto se invece avesse detto il contrario. Avremmo assistito a manifestazioni in piazza con tanto di puntata condotta da Vespa per capire lo sguardo del mister oppure il verso del sopracciglio.

Arrigo Sacchi, nel suo recente libro in cui racconta le gesta del suo grande Milan e di Ancelotti calciatore tirando in ballo gli appunti della sua famosa Smemoranda, scrive una cosa che calza a pennello per il Napoli attuale: "Se tu vinci, ma non sei abituato a vincere, vai incontro a due rischi: sentirti invincibile e sentirti sazio. Chi non ha dimestichezza con il successo, fatica a trovare equilibrio". La vittoria con il Liverpool è stato un salto nel vuoto per il Napoli. L'allenatore ha sicuramente le sue responsabilità perchè, va bene il turnover ma non si può essere sempre un cantiere aperto, ma i calciatori non sono esenti da colpe. In questa squadra il solo Llorente è abituato a vincere. Il resto del gruppo si divide tra giovani sognatori di qualità ed eterni incompiuti. Come si può venire fuori da questa impasse? La ricetta giusta non esiste. Sarebbe bene fare meno post sui social e concetrarsi ancora di più per migliorarsi perchè le parole sull'internet se le porta via il vento. Quello che resta è sempre il giudizio del campo. 

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