Dario Marcolin, ex centrocampista del Napoli, ha parlato a Il Mattino:
Da Sarri ad Ancelotti sempre nel segno del 4-3-3.
«La differenza non è il modulo ma come allenare il 4-3-3. Sarri è un tecnico che prova all'infinito le stesse giocate, Carlo invece chiede esterni offensivi più dentro al campo e lascia maggiore spazio alla fantasia del singolo. Quando ho parlato con lui, mi ha ripetuto che Sarri ha svolto un lavoro top, tanto da lasciare in eredità al gruppo una grande cultura lavorativa. Maurizio pretendeva sempre pressing alto con linea difensiva a centrocampo, cosa che Ancelotti non fa sempre, infatti il Napoli a volte si abbassa e si compatta nella propria metà campo».
Quindi vedremo la squadra ancora schierata con il 4-3-3?
«L'idea del nuovo tecnico è attaccare con il 4-2-3-1 e difendere con il 4-3-3, cosa che faceva nel Bayern grazie a Thiago Alcantara che permetteva il cambio di modulo alzandosi dietro la prima punta quando i suoi attaccavano. In questo Napoli Zielinski, Rog e Ruiz mi sembrano gli elementi adatti per mettere in atto queste caratteristiche e, a pensarci bene, nella sua carriera Carlo ha vinto parecchio quando ha portato avanti questo tipo di gioco».
Pare di capire che ci saranno alcuni titolatissimi pure con Ancelotti.
«Sicuramente Koulibaly, diventato uno dei più forti al mondo nel suo ruolo, ci si aspetta dal senegalese che inizi a comandare la difesa anche in campo. Ovviamente Insigne: dalla sua genialità dipenderà l'azione offensiva, dovrà decidere lui se partire largo o se avvicinarsi alla prima punta. E poi Hamsik: forse non poteva trovare allenatore migliore per cambiare posizione, come accaduto con Pirlo. Ho allenato Marek a Brescia quando faceva il centrocampista centrale, è entusiasta, ha voglia di stupire e sa che può diventare un protagonista».
Il calendario non lascia dubbi, occorre una partenza a razzo.
«Manco se l'aspettava Ancelotti.... Nella programmazione del ritiro ha svolto una preparazione basata sulla brillantezza e lavorando sempre con il pallone. Questo significa che vuole un Napoli già pronto per inizio stagione perché per competere a certi livelli sarà importante adeguarsi subito, ecco spiegato il motivo di amichevoli toste contro Borussia e Liverpool, che sono avversari forti almeno quanto la Lazio».