Savoldi: "Carmando mi portò nella camera di Maradona! A casa Bruscolotti imparai ad amare i cani"
21:30
Ultime notizie SSC Napoli - Gianluca Savoldi, ex attaccante del Napoli e figlio del bomber Beppe scomparso di recente, ha rilasciato un'intervista al Corriere dello Sport.
Lunedì c’è il primo Napoli-Bologna senza Beppe-gol con il numero 9.
«Oltre a Bergamo, sono le nostre città. Quelle in cui abbiamo vissuto, papà ha giocato e il nostro destino s’è incrociato. La guarderò bello tranquillo: per fortuna nessuna rischia e io, volendo bene a entrambe, non devo tifare per chi ha bisogno».
Si può scegliere tra Napoli e Bologna?
«No, io e papà ripudiamo le classifiche: le emozioni più importanti, quelle che hanno determinato la nostra vita, sono legate a queste città così diverse. Il calcio muoveva la famiglia: io e mia sorella siamo bolognesi di nascita e a Napoli mi sono sposato e ho giocato. Io sono nato proprio nell’estate di Mister 2 miliardi».
La vostra Napoli.
«La casa al parco Ruffo e la seconda a via Orazio, non lontano da quella di Diego. Carmando che mi faceva da balia al San Paolo mentre papà si allenava. Io che tiravo i primi calci della vita su quell’erba. Nel 2022 ci siamo stati insieme per l’ultima volta: in città e a Ischia. A Napoli ho anche imparato ad amare i cani. A casa Bruscolotti».
Ha mai conosciuto Maradona?
«A Bergamo nel 1984, appena arrivato in Italia: uno dei privilegi di essere figlio di Savoldi. La sera prima di Atalanta-Napoli, papà andò a salutare i vecchi compagni in hotel, al San Marco, e Carmando ci portò nella camera di Diego. Era sul letto a guardare Fantastico in tele con i calzettoni bianchi di spugna. Ballava Heather Parisi. Il giorno dopo lo rividi allo stadio: si riscaldava nel corridoio degli spogliatoi, piano piano, avanti e indietro. All’epoca si faceva così».
