Casagrande: "Diego mi chiese di aiutare Hugo, veniva a Ascoli in gran segreto. Dallo svenimento in campo a Branco disperso: con El Turco aneddoti unici. Io alla Juve? Mai nella vita" [ESCLUSIVA]

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Walter Casagrande e Hugo MaradonaWalter Casagrande e Hugo Maradona

L'ex attaccante di Ascoli e Torino parla di Hugo e Diego Maradona in esclusiva a CalcioNapoli24

Napoli calcio  - "Impossibile non aver voluto bene ad un ragazzo come Hugo Maradona". Walter Casagrande è commosso quando riceve la notizia della scomparsa improvvisa del suo ex compagno di squadra. Quando gli viene girato il video del funerale si ferma e dice: "Provo una grande tristezza in questo momento. E' un colpo troppo forte dopo la morte di Diego". Con la maglia dell'Ascoli il centravanti brasiliano ha vissuto un'esperienza con El Turco. Sono tanti i ricordi che l'ex numero 9 bianconero porta dentro il suo cuore di Hugo.

E' vero che a spingerti a scegliere l'Italia fu anche il trasferimento di Careca al Napoli?

"Giocavo nel Porto, avevamo vinto la Coppa dei Campioni ma ebbi un grave infortunio alla caviglia. Scelsi l'Italia, nello specifico Ascoli, per riscattarmi dal mondiale negativo che feci in Messico nel 1986. Non pensai o guardai la squadra dove sarei andato. Il mio agente aveva parlato anche con l'Inter prima del Mondiale ma scelsi il Porto. Fu bellissimo vincere la Coppa con loro. Grazie a Costantino Rozzi ho potuto centrare uno dei miei chiodi fissi che era l'Italia. A quei tempi, la serie A era un sogno per tutti. Giocare poi con Careca, Junior, Cerezo e Socrates mi rese ancora più felice della scelta fatta".

Ad Ascoli incontri Hugo Maradona. Puoi raccontarci come fu il primo approccio?

"Il primo incontro fu a Norcia, eravamo in ritiro pre-campionato. Abbiamo condiviso la stessa stanza di albergo in quella fase di preparazione. Hugo mi ha aiutato tantissimo all'inizio perchè non parlavo una parola di italiano. Successivamente, il nostro rapporto si è rafforzato ancora di più tanto che scegliemmo di abitare vicino ad Ascoli. Era una grande persona, mi sono trovato bene con lui in ogni istante vissuto in quella esperienza. Diego mi chiamò affinchè, con la mia esperienza calcistica, potessi aiutare suo fratello che aveva praticamente iniziato da poco a fare il calciatore".

Walter Casagrande: "Impossibile non aver voluto bene a Hugo! Svenne in un allenamento, Diego scelse me per aiutarlo ad Ascoli. Ho tre aneddoti unici con El Turco. Io alla Juve? Mai nella vita" [ESCLUSIVA]
Walter Casagrande e Hugo Maradona

C'è un ricordo divertente che ti lega a Hugo?

"Ci siamo divertiti davvero tanto, con lui era un piacere scherzare. Al compleanno del mio primo figlio Victor Hugo, decise di invitare a sorpresa tutti i brasiliani che giocavano in quel momento in serie A alla festa. Arrivarono tutti, fu bellissimo ma ci fu un inconveniente. Branco si perse in autostrada da Brescia ad Ascoli ed arrivò praticamente quando la festa era finita. Era quasi l'alba quando bussò la porta, io chiamai Hugo e da lì ci mettemmo a ridere forte nel ricostruire dettagliatamente l'accaduto. Fu qualcosa di incredibile!".

E' vero che un giorno svenne ad un allenamento con Castagner?

"Confermo! Hugo era uno a cui piaceva dormire molto e quel giorno, per non fare tardi all'allenamento, si dimenticò di fare colazione e questo gli causò un mancamento in campo".

Hugo Maradona

Le cronache dell'epoca scrissero che Diego veniva spesso ad Ascoli per parlare con Castagner di suo fratello Hugo

"Diego veniva ad Ascoli per sincerarsi che suo fratello stesse bene. Non si è mai permesso di dare un consiglio a Castagner o di obbligarlo a far giocare Hugo. Quando Diego veniva da suo fratello, siamo usciti spesso a cena. Lo vedevo più tranquillo perchè non aveva la pressione mediatica che aveva chiaramente a Napoli dove non poteva girare. Non era facile per lui avere una vita privata. Provo tanta nostalgia se penso a quei momenti, c'era un rispetto vero tra noi calciatori. Eravamo grandi in campo e fuori".

C'è mai stato un momento in cui potevi giocare nel Napoli?

"La Roma e la Sampdoria erano molto interessate a me dopo il mio primo anno in Italia. Stesso discorso per la Fiorentina. Si parlò molto anche di un interesse dei partenopei ma finì lì: non ci fu altro"

Walter Casagrande

Il ricordo più bello che porti nel tuo cuore di Diego

"Carnevale 1988, eravamo a Venezia per partecipare ad un evento sportivo per giocare una partita. Una sera io e la mia ex moglie eravamo seduti nella hall dell'albergo che ospitava noi calciatori invitati. Ad un tratto si apre l'ascensore ed escono Diego e Claudia, tutti i giornalisti gli stavano incollati con microfoni e telecamere. Lui, da autentico fuoriclasse, chiese ai giornalisti di aspettare...Venne da me e la mia ex moglie per salutarci e parlare. Fu un grande gesto di educazione e di affetto, io e lui non giocavamo nello stesso club ma fu lui a venirmi a salutare"

Cosa ti lascia la morte dei fratelli Maradona

"Una grande tristezza. Come Diego, anch'io sono stato un tossicodipendente. So bene cosa si passa nel provare ad uscire da quella situazione. Quando ci ha lasciato è come se una parte di noi tutti se ne sia andata con lui. La scomparsa di Hugo è stato un dolore ancora più forte. Nessuno si aspettava potesse finire così. Ho passato momenti difficili per la droga, ho rischiato di morire. La dipendenza è una brutta malattia. Sono stato ricoverato in ospedale per più di un anno facendo terapie ed assumendo farmaci. Ancora oggi sono in cura tra psichiatri e psicologi"

Diego e Hugo Maradona

Hai dichiarato che la doppietta segnata con il Toro alla Juve vale più di quella che facesti al Real Madrid 

"Rimango di questa idea. Per me fare gol alla Juve, vestendo la maglia del Toro, vale più di ogni altro gol segnato in Europa. Il Torino rappresenta la classe operaia, la Juve invece i potenti. L'aver reso felice la 'classe operaia' è qualcosa di impagabile per me".

Nel calcio moderno non esistono più bandiere. Se la Juve ti avesse promesso vagonate di soldi per lasciare il Torino, avresti accettato?

"Potevano offrire quello che volevano, ma non avrei mai tradito il Torino e la sua gente. Nemmeno per tutti i soldi del mondo. Sono stato, sono e sarò per tutta la vita granata" 

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