Pagelle Lazio-Napoli: più che una squadra, un carrarmato che si diverte

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Pagelle Lazio-Napoli: più che una squadra, un carrarmato che si diverte

Ultime notizie Napoli - Termina il match della diciassettesima giornata di campionato con il Napoli che ha affrontato la Lazio. Le pagelle Lazio-Napoli su CalcioNapoli24, con i voti e la spiegazione dettagliata per ogni singolo calciatore azzurro.

Voti Lazio Napoli. Pagelle Lazio-Napoli, voti della partita

di Claudio Russo (@claudioruss)

Milinkovic-Savic 6 - Un pugno per allontanare dall’area al 35’, per scrollarsi di dosso la pioggia. Alla fine della partita si schianta con la schiena sul palo e la porta trema tutta.

Di Lorenzo 6,5 - Rischia sul movimento all’8’ con Noslin che aveva qualche metro di troppo, ma è sulla traiettoria della sponda ed interviene con i tempi migliori possibili quando anticipa il pallone di Cataldi che porterà al vantaggio.

Rrahmani 6,5 - Noslin gli è ben lontano dal creare problematiche fino al 35’, ringrazia la difesa laziale che lo lascia solo nel battere a rete ed esultare dopo 379 giorni. In 79 minuti completa 95 passaggi su 100 e tocca 105 palloni. (Dal 79’ Buongiorno SV)

Juan Jesus 7 - Cancellieri in 1vs1 può creare grattacapi, lui si sposta più verso la linea laterale per evitarli. Fa buona guardia su Noslin al 51’ in area. Chiude anche su Isaksen al 76’, sette interventi difensivi e 108 palloni toccati.

Politano 7 - Lo abbracciano tutti dopo il terzo assist, la catena a destra con Neres e Di Lorenzo ha degli automatismi che renderebbero fiero il Sarri di dieci anni fa. Il fatto che non segni non è un problema, fa segnare gli altri: accade anche con Rrahmani. Porta Cataldi all’ammonizione. (Dall’86’ Lang SV)

McTominay 6 - Sotto la pioggia è un faro attorno a cui girano i compagni, un frangiflutti per evitare le onde più alte. Prende un po’ di calci, non si abbatte ed arriva al tiro che finisce fuori. Tocca quasi 90 palloni e sbaglia solo tre passaggi.

Lobotka 6,5 - Piacerebbe trovare delle parole che definiscano la sua importanza, basti pensare al 51’ quando libera l’area aggirando Zaccagni girando su se stesso. Fate voi. Al 74’ c’è un pallone per Belahyane, gli si mette davanti come il professor Lupin quando è turno di Harry Potter ad affrontare il Molliccio.

Spinazzola 6,5 - Piedi sulla linea laterale per dare ampiezza e tenere più basso Cancellieri, che se lo perde quando arriva di gran corsa per il gol del vantaggio. (Dal 79’ Gutierrez SV)

Neres 6,5 - Occupa il corridoio mezzo-destro per creare problemi, fornendo opzioni di scarico per i compagni e problemi per gli avversari. Ed è da lì che fornisce ad Elmas la palla della traversa al 38’, come a Spinazzola al 52’ quando si trova da solo al limite dell’area. Esce zoppicante dopo una botta alla caviglia. (Dal 70’ Mazzocchi 5 - Rissa evitabile, rosso meritato perchè accetta di scendere sul piano di Marusic)

Hojlund 6 - Mai davvero coinvolto nel primo tempo, pur muovendosi tocca sei palloni e completa un solo passaggio. Un fulmine al 53’, col passare dei minuti tiene in apprensione i centrali difensivi. (Dall’86’ Ambrosino SV)

Elmas 6,5 - Dà molto fastidio a Marusic nella sua zona, anche solo per fargli decidere se mantenere lui o Spinazzola, e pressa su Cataldi. Un tocco in più nell’azione che lo vede serpentineggiare sulla fascia, traversa nel finale di primo tempo. Sempre in procinto di poter creare danni, ma impatta male di testa il possibile 0-3 e prende a calci il palo.

Conte 7 - Sfrutta al meglio l’avvio sulle fasce ma fisicamente e mentalmente la squadra va al doppio della Lazio, dominando l’esterno con l’organizzazione prima e con il talento superiore poi. Difensivamente soffre zero, concede 4 tocchi in area in 45’ e mantiene il pallone per il 69% del tempo. Qualche minimo patema ad inizio ripresa, un cambio gioco subito, ma definirli rischi anche no: gestisce con sapienza il ritmo, aspetta che la Lazio si butti un po’ più avanti per provare la profondità con Politano-Hojlund-Neres. Però poi la squadra di Sarri scema alla distanza, si lascia andare alla bieca ricerca della rissa, e lui porta a casa la quinta vittoria in sei partite di Serie A giocate con la linea a tre dietro. Più che una squadra, un carrarmato.

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