13-02-2025
16:00
Edy Reja, ex allenatore di Napoli e Lazio, parla alla Gazzetta dello Sport.
Prima De Laurentiis e poi Lotito: le sono sempre piaciute le sfide forti.
«Caratteriali, decisi e visionari. Hanno creato società straordinarie, protagoniste, capaci di vincere, di essere riferimento progettuale. Hanno ereditato situazioni a dir poco complicate, hanno ricostruito e vedete cosa hanno fatto e dove sono».
Lazio-Napoli è una partita imperdibile per lei.
«Lo è per chi ama il calcio, una di quelle sfide a cui non puoi rinunciare. Ci sono anime distinte ma vere, organizzazioni tattiche, talenti, ambizioni».
Gli uomini chiave.
«McTominay mi piace un sacco, forse perché - e lo dico in assoluta modestia - mi ricorda il calciatore che sono stato per intensità e generosità. Poi ci aggiungo Anguissa che ha ritmi incontrollabili, va dentro al campo, lo spacca in due. E per la Lazio, non ci sono parole per Nuno Tavares, una forza della natura, ti travolge, ti crea la superiorità, mette gli attaccanti in condizione di segnare, fa la differenza. Però anche Castellanos è un portento, l’assist per Pedro, nel successo contro il Monza, appartiene solo a chi ha un senso del calcio verticale».
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