Crisi giovani in Italia, Ranieri: "Solo qui siamo malati di tattica, in Premier non accade"
23:15
All'evento del Circolo Canottieri Aniene, dove si tiene la presentazione del nuovo libro di Ivan Zazzaroni, ha parlato anche Claudio Ranieri, fresco di addio alla Roma dopo aver ricoperto per un anno (neanche intero) l'incarico di advisor per la famiglia Friedkin.
Queste le parole di Ranieri dal palco dell'evento: “È molto importante fare una distinzione tra educatore e allenatore. Mi è piaciuta la panoramica fatta su diverse nazioni per il loro lavoro nel settore giovanile. Noi però stiamo facendo bene a livello di settore giovanile, abbiamo vinto due titoli europei Under 17 e fatto una finale al mondiale under 19. Il problema è arrivare in prima squadra e lì ci sono i giocatori da selezionare. Una volta non giocavano in nazionale giocatori straordinari, ora bisogna fare i conti su chi selezionare".Entrando nel cuore del tema giovani, Ranieri spiega: "Quando c’è da fare il salto in prima squadra dobbiamo migliorare, la categoria dei giovani va sviluppata da educatori che non devono fare tattica. Solo noi siamo malati di tattica, in Inghilterra non la fanno neanche in Premier League. È chiaro che un ragazzo di 15-16 anni non si capisce se può essere un campione perché poi possono scendere e non mantengono le loro promesse, ma magari ci sono giocatori che arrivano a 18-19 anni e possono fare il salto di qualità. Su quello dobbiamo lavorare, altrimenti non riusciamo a risolvere il problema della nazionale. In prima squadra devi vincere, a meno che non sei allenatore di una squadra che deve sopravvivere valorizzando i giovani. Si prende allora un allenatore giovane che sviluppa un certo sistema di gioco che valorizza i giovani e che permette ai giovani di crescere, anche a costo di retrocedere. Ma questo in Italia non succede”.

