Meret: "Devo conquistare Gattuso sul campo, stasera spero di giocare! Che emozione la Coppa Italia, ora sogno scudetto e Champions. Napoli? Non potevo chiedere di meglio"

Le Interviste  
Meret: Devo conquistare Gattuso sul campo, stasera spero di giocare! Che emozione la Coppa Italia, ora sogno scudetto e Champions. Napoli? Non potevo chiedere di meglio

Alex Meret ha rilasciato un'intervista al Corriere dello Sport

Ultime notizie calcio Napoli - Alex Meret, portiere del Napoli, ha rilasciato un'intervista al Corriere dello Sport oggi in edicola.

Cominciamo dall’inizio, Meret, così il lettore capisce: la sua Napoli è....?

“Secondo giorno di allenamento, stiamo giocando una di quelle partitine che aiutano a smaltire la fatica e servono per prendere confidenza con le idee tattiche. C’è un pallone che arriva in verticale, per il taglio dell’esterno, io mi tuffo e... mi ritrovo in uno studio medico, per gli esami strumentali. Cinque mesi persi”.

 E arriviamo ad oggi.

“Si gioca con la Roma, spero tocchi a me, ovviamente, e mi spiace che Ospina si sia fatto male a Bergamo. Mi prendo i miei spazi, quelli che mi concede Gattuso che, da allenatore, nelle decisioni è sovrano. Sono io che dovrò convincerlo”.

 Venticinque milioni - e quel talento, il suo - spesso in panchina hanno rappresentato argomento di discussione mediatica.

“Ma io devo provare sul campo a conquistare Gattuso. Siamo in tre e tutti molto forti, c’è una concorrenza leale e però comunque viva. Le prestazioni, in allenamento o in partita, indicano il più in forma”.

 Andiamo a domani, cioè al futuro: s’immagina una stagione da «precario»?

“Mi rimetto alle decisioni della società. Io, ovviamente, spero di guadagnarmi lo spazio che voglio, ma dipenderà da me. Di una cosa sono sicuro: darò sempre il massimo e, se possibile, anche di più”.

 Perché restare a Napoli le piace...

“E vorrei durare anche a lungo. C’è un ambiente ideale, in una città fantastica. Non potevo chiedere di meglio: clima, sentimento, natura, arte e pure la cucina, se permettete. E un club che ormai si è radicato in Europa, da undici anni. Che è sempre tra le protagoniste, anche quando, come stavolta, non ha cominciato benissimo”.

 La sua notte magica è all’Olimpico di Roma, il 17 giugno.

“La Coppa Italia è un premio che ci siamo meritati, lottando dopo mesi di sofferenza. Sembrava che avessimo buttato via questi dodici mesi e invece abbiamo raddrizzato la stagione, regalando a noi, alla società e alla gente un trofeo che ha un valore. E conquistarlo contro la Juve, per i tifosi, ha un sapore poi speciale”.

E’ stata una gioia soffocata dalle condizioni.

“Lo stadio vuoto, il dramma del Paese, la sensazione di dolore che si avvertiva, il terrore creato dal Covid in precedenza: uno scenario che ha alterato gli umori ed ha sconvolto. Però il calcio ha dato un segnale e quella sera, alla fine, ho vissuto un’emozione che rimane”.

 Prima, però, ci sarà anche tanto altro.

“Barcellona, il Camp Nou, il fascino di un ottavo di finale nel quale i favoriti sono loro ma senza che il Napoli si senta battuto”.

 Perché crederci?

"Perché all’andata li abbiamo messi in difficoltà; perché li abbiamo controllati bene; perché siamo in condizione e siamo anche convinti di crescere ulteriormente. Perché vogliamo andare ai quarti di finale, noi come loro, e faremo l’impossibile per riuscirci".

 Esprima un desiderio?

«Vorrei vincere qualcos’altro di importante, dopo la Coppa Italia: scudetto e Champions sono le ambizioni più grosse, chiaramente. Ma vorrei partecipare ad un Mondiale, ad un Europeo».

 Ad una final-eight a Lisbona.

“Sarebbe una esperienza fantastica, vivere questa prima volta. Noi ci proviamo”.

 C’è la Roma e voi siete reduci dalla sconfitta di Bergamo.

“Non abbiamo mollato, è stato una gara particolare, perduta per episodi. Ma siamo pronti a ripartire, per arrivare bene a Barcellona. Si giocherà ogni tre giorni, ci sarà modo per ognuno di dimostrare il proprio valore”.

Un mese non passa mai.

“O vola. Dipende da come lo affronti. E a noi Gattuso ha toccato le corde giuste, dopo quell’inizio difficile, poi complicato. Penseremo al Barça quando sarà il momento. E quella sera, sicuri, ce la giocheremo alla pari. E’ ovvio che sia dura contro Messi, ma si può fare”.

 De Laurentiis, che stravede per lei, le chiede di imparare a palleggiare da Reina e da Ospina.

“E mi ha consigliato due portieri dai quali c’è da apprendere. Il lavoro non mi manca per completarmi”.

 La sua parata più bella del biennio napoletano...?

"Lascio scegliere agli altri tra il rigore di Dybala, il volo in basso di Salisburgo, la triplice risposta all’attacco del Verona, all’andata. Ma non mi chieda la più brutta..."

Alex Meret Napoli
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