Fratelli Esposito in Nazionale, lo scopritore La Florio a CN24: "Vi svelo perché li portai all'Inter nel 2014! De Laurentiis mi chiamò di notte”
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Intervista Roberto La Florio a CalcioNapoli24: parla lo scopritore dei fratelli Esposito
Ultime notizie Napoli - Roberto La Florio, scopritore dei fratelli Esposito, è intervenuto ai microfoni di CalcioNapoli24 Live, trasmissione in onda su CalcioNapoli24 TV.
Intervista La Florio a CalcioNapoli24
Di seguito le sue dichiarazioni in diretta tv:
"Vederli Sebastiano e Pio in Nazionale, manca solo il terzo Salvatore, è stata una emozione. Io non sono il procuratore degli Esposito, ma mi fa piacere parlarne perché li ho nel cuore tutti e tre.
Dossena al Napoli? Fu una trattativa lunga, eravamo al Liverpool. È stata la prima operazione di Bigon, non è stata difficile ma è stata piacevole, una bella esperienza.
De Laurentiis mi chiamò una notte da Los Angeles, io avevo El Shaarawy e lui lo voleva al Napoli. De Laurentiis è un personaggio importante del calcio, è una persona competente.
Pronosticare la Nazionale per gli Esposito da parte mia sarebbe stata una esagerazione. La famiglia era a Brescia, aveva difficoltà perché il Brescia era in difficoltà come società. Me li presentarono, io con i giovani ho un po’ di risultati. Sapevo fossero bravi, mi sono informato e il più quotato all’epoca era Sebastiano. Lo proposi ad un paio di società importanti in Serie A, ma non potevano accoglierli tutti e tre.
Con l’Inter fu facile, avevo rapporti con i nerazzurri: dopo 24 ore mi dissero che se non avessero preso Sebastiano Esposito gli avrebbero strappato il contratto (sorride, ndr). Il più quotato all’epoca era Sebastiano, Pio era ancora piccolino, nonostante fosse già bravo. Non si poteva certamente pronosticare una cosa così, ora è diventato una montagna. Non lo si poteva immaginare all’epoca diventassero così. Li ho portati all’Inter nel 2014, Salvatore era un 2000 ed aveva 14 anni e il Brescia non gli garantiva quello che garantiva prima.
Da Castellammare arrivarono a Brescia nella cantera, ma la società era in difficoltà. Salvatore e la famiglia non vollero più firmare per il Brescia e c’è stata poi tutta questa situazione. I ragazzi sono bravi, erano bravi. L’Inter ha un vivaio importante, emergere lì non è facile perché hanno rose molto folte. Ho avuto altri giocatori all’Inter, ma le rose sono molto numerose e non è facile emergere. Secondo me se fossero andati anche in un altro club di Serie A sarebbero emersi lo stesso perché sono bravi. Io ero il loro procuratore, ma non dipendeva da me, sarebbero arrivati lo stesso. Il merito non è quasi mai del giocatore, il merito è dei ragazzi che vanno in campo.
Perché il Napoli non è attenta su questi calciatori? Domanda difficile. Purtroppo non so rispondere. Al sud, e non solo a Napoli, ci sono giocatori fenomenali. Molti giocatori che giocano in Italia arrivano da Roma in giù, specialmente a Napoli ci sono talenti. Dipende forse dalla volontà di poter puntare su certi giovani piuttosto che altri, non è facile lavorare con i giovani. Fatto sta che molti giocatori bravi emergono dal sud Italia e da Napoli in particolare, ma non solo. Il Lecce anche ha un bel vivaio.
Tonali per me è un giocatore fenomenale, io mi ero innamorato di lui perché vederlo giocare da giovane... si vedeva subito che avesse la testa giusta, è un giocatore fenomenale che può ancora migliorare. Diventando uomo diventerà ancora più bravo. Purtroppo che in Italia uno come lui, con i numeri di oggi, non può giocarci. Sarebbe bello vederlo giocare tutte le domeniche nei nostri stadi".

