Film centenario Napoli, De Laurentiis: "Può essere di quattro ore, andrà sulle piattaforme streaming! C'è una scena col ciuccio che farà impazzire i bambini"
16:30
Si è svolta oggi, mercoledì 23 settembre 2026, presso la sede dell’Associazione della Stampa Estera in Italia, a Palazzo Grazioli a Roma, la cerimonia di consegna del Premio Sportivo alla Carriera al Presidente della SSC Napoli, Aurelio De Laurentiis.
De Laurentiis in conferenza stampa
De Laurentiis ha poi parlato in conferenza stampa, rilasciando dichiarazioni su vari temi. Tutte le dichiarazioni su CalcioNapoli24 e il video integrale gentilmente concesso da Associazione Stampa Estera in Italia.
Il film sul centenario del Napoli?
“Importantissimo che la stampa estera lo propaghi in giro, oggi stiamo girando e probabilmente la prossima settimana terminiamo le riprese del film: la storia del Napoli inizia a fine ‘800, raccontiamo tutta la storia fino a ieri, e saremo nei cinema italiani nella seconda settimana di gennaio, per poi approdare sulle piattaforme dopo aver sfruttato le sale. L’altr’anno ho preso la cittadinanza onoraria di Los Angeles, abbiamo proiettato il film davanti a 600 persone che piangevano e ridevano, che non sapevano cosa fosse il calcio. Sono stato al Mondiale in America e vedevo stadi organizzati in maniera strepitosa, volevo fucilare Infantino per l’organizzazione, alzo le mani e gli dico bravo”
Il film sui 100 anni del Napoli arriverà anche all’estero? Come si raccontano 100 anni del Napoli per l’estero?
“Stamattina ho parlato con il figlio di Maradona, è molto complicato: se questo fesso, io, non si metteva di buon verso a scrivere cose, noi oggi non stavamo girando. Ad avere le idee è complesso, realizzarle è complicatissimo. Ho fatto scrivere una scaletta di eventi a Mimmo Carratelli, erano una serie di eventi che si sono susseguiti nell’arco di cento anni. Poi ho chiamato il mio amico Maurizio De Giovanni per farmi scrivere la sceneggiatura, mi ha detto ‘certamente’, è l’uomo più richiesto d’Italia e ha 4-5 manifestazioni al giorno e nei ritagli di tempo in dieci giorni mi ha consegnato le pagine della sceneggiatura. Le ho lette e ho chiamato un regista, Pacifico, che stava partendo per Ginevra: gli ho detto vai lì, torni e mi raggiungi a Castel di Sangro per scrivere tutto, per aggiustare il tiro perchè 100 anni sono complessi da raccontare. Io credo che il girato che stiamo montando in parallelo se non sfiorerà le quattro ore ci si avvicina. O faccio un film lungo tre ore, oppure prima parte e seconda parte distanziate di due settimane, o magari un happening da vedere durante il weekend. Poi lo dividerò in quattro puntate da mandare su una piattaforma, che avrà una sua valenza internazionale. Raccontando anche la parte dei primi due scudetti maradoniani, avrà un suo seguito anche in Argentina. Così come i nostri calciatori, da Cavani uruguaiano ai brasiliani o altri argentini, tipo Lavezzi, per non parlare di Altafini e Sivori, è chiaro che fino al 1956 il materiale non-RAI è da collezionisti, da animazione. Ho trovato un ciuccio fantastico, in animazione, che si gira con la testa, a cui metterò in bocca parole a commento di scene del passato, faranno impazzire i bambini. Uno deve rendere vivace una cosa, ho inventato con De Giovanni il Bar dello Sport nella serata di semifinale di Champions League, e in questo bar si crea una fila chilometrica. Stare in un bar tra ciò che si raccontano i protagonisti e le immagini di repertorio che faranno rivivere momenti speciali ai tifosi, diventa un lungo percorso che quattro ore magari al cinema non le reggi, ma se uno è appassionato si vedrà tre ore del Napoli”
Lei ha sempre parlato dell’età dei calciatori…
“Io vorrei una squadra di soli giovani”
Totti e Buffon sono arrivati a quarant’anni.
“Bravi loro, ma era un altro calcio e si giocava meno di oggi: erano più tutelati, inoltre il portiere ha meno stress fisico. Il maggior stress ce l’ha il centrocampista, a 360 gradi deve guardare ovunque, i migliori coach sono stati tutti centrocampisti più o meno, di solito. Non mi fate parlare di Spalletti, perchè volete parlarne? Voi vedete la televisione, c’è tutto un racconto dove mettono in scena Spalletti e Totti in una serie tv, viene raccontato in maniera fiction ciò che è accaduto. Gli allenatori devono capire che sono dei collaboratori chiamati a dirigere l’orchestra dei calciatori, ma sono pur sempre dei dipendenti, a volte lo dimenticano”

