Chiariello: "Il Napoli con la 'garra' paraguayana, quella povera pane e salame è più nelle corde di Gattuso! Vi mostro dei dati preoccupanti. Dove saremmo con Veretout-Barella e non Lobotka-Elmas?" [VIDEO]

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Ultimissime calcio Napoli - Consueto editoriale di Umberto Chiariello a Campania Sport: il video

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Ultimissime calcio NapoliConsueto editoriale per Umberto Chiariello, che ha parlato a Canale 21 nel corso di Campania Sport.

Editoriale Chiariello: il video

Editoriale Umberto Chiariello. Ecco le sue parole evidenziate da CalcioNapoli24.it:

"Ieri ha colpito ed emozionato il popolo napoletano quel ragazzo venuto dal Messico, che sembrava un pulcino spaurito e che qualcuno aveva chiamato un simil Vargas, che invece si sta dimostrandoo un campione. Non solo con velocità e qualità, ma sta giocando mettendoci anche il cuore in ogni contrasto. L’immagine di Hirving Lozano, colpito da uno stiramento, che rimane in campo e partecipa alla difesa del fortino facendosi male pur di buttare una palla in fallo laterale e gridando dal dolore, è stata l’immagine chiave della partita insieme all’abbraccio finale con Rino Gattuso di tutta la squadra. Lasciamo perdere la polemica sul mancato saluto all'addetto stampa del Napoli, di cui tanto s'è discusso successivamente alla gara.

Ieri questa immagine simboleggia una cosa: che il Napoli, la squadra, si è stretta attorno al suo allenatore e ha mostrato finalmente quella ‘garra’ tipica paraguayana, parente povero dell’Uruguay, quella che faceva il catenaccio dei poveri. Non esaltiamoci, guardiamo la tabella della gara di ieri: due tiri in porta compreso il gol, 6 della Juve con i miracoli di Meret. 63 a 37 il possesso palla, dominio assoluto della Juve.

Ma la partita è finita 1-0 per il Napoli. E Insigne, col suo centesimo gol, mostra la personalità del capitano che non ha paura di prendersi le sue responsabilità nonostante i precedenti negativi e l'ultimo rigore così determinante. Ed è il simbolo di questo Napoli che ha voglia di rimanere aggrappato alla Champions. Se la Roma vincesse gli scontri diretti sarebbe da scudetto, non è una 'rometta' ma una signora squadra. Una squadra dove furoreggia Veretout, che io volevo al Napoli e voi mi avevate criticato per questo. Capite cosa era il Napoli con Veretout al posto di Elmas? Capite cos'era questo Napoli con Barella a prendere il posto di Allan? Capite quando io mi arrabbio perché non prendiamo Torreira al posto di Jorginho? Prendemmo Fabian Ruiz, ma non era quel che serviva. Insomma, se io ho delle critiche da muovere lo faccio senza problemi. Ora attendo la fine del mese di febbraio sospendendo il giudizio, sapendo che De Laurentiis non ha nessuna intenzione di cacciare il tecnico, ma Giuntoli e il presidente non sono in buoni rapporti e Giuntoli e l’allenatore non sono stati capaci di lavorare insieme. Tant'è vero che uno valido come Rrahmani, gioca solo adesso dopo tanti mesi. E dimostra di essere valido. Avessimo preso Veretout, e non Lobotka, oggi parleremo di un Napoli quasi da titolo?

Se guardiamo delle statistiche, il Napoli è la squadra peggiore tra le prime 7 per capacità realizzativa, ha solo il 27% di finalizzazione in base ai tiri fatti: fa 161 tiri in porta in 334 tiri. E di gol ne fa 44, cioè il 27%.

Invece c'è una seconda tabella, quella del post-Sarri. Per dimostrare che non ce l'ho solo con Gattuso. Il Napoli nelle ultime 78 partite, cioè tutte quelle partite del dopo Sarri, è settimo con 134 punti, con 1.72 punti scarsi di media. C'è da interrogarsi su come è stato gestito dall'area tecnica e dalla direzione tecnica della squadra, il dopo-Sarri.

La dinamica delle reti subite. Il Napoli con Gattuso ha subito 21 gol: zero su punizione, 3 su rigore, 2 di testa, 1 da fuori area di rigore. Ma sapete quanti ne ha subiti in area di rigore? 20 nella propria area di rigore. Questo dimostra che c’è disorganizzazione tra la linea difensiva e il centrocampo, la mediana. Come li ha fatti i gol? Il Napoli ha poi fatto: 1 gol su punizione (Insigne), 3 su rigore sempre lui, il Napoli non ha avuto quasi mai Osimhen e ne ha fatti 4 di testa (uno Osimhen), 11 da fuori area e 33 in area. Insomma, è un Napoli che in area di rigore ci va poco. E deve giocare molto con tiri dal limite. Ma la cosa più importante è un'altra tabella, del prima e dopo Mertens.

L’uomo chiave degli azzurri è Mertens, dalla prima all’undicesima giornata col belga il Napoli ha fatto 26 gol e ne ha subiti 8. Dalla dociesima alla ventunesima, ha fatto 18 reti con 13 subite. Questo chiama di nuovo in causa la direzione tecnica del Napoli, che non ha saputo trovare una nuova soluzione all'assenza del suo uomo chiave, che è Dries Mertens più di Osimhen.

La partita di ieri non è stata bella, il Napoli non ha tirato in porta, ma se pensiamo a tutte le assenze che ci sono state, a quanto è stato determinante Meret, alle responsabilità che si è preso Insigne, forse il Napoli di Gattuso ha ritrovato quell’anima smarrita dopo la vittoria della Coppa Italia. Forse un Napoli pane e salame è più nelle corde del tecnico".

Umberto Chiariello: l'editoriale
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