Caso Rocchi, l'avvocato Grassani: "Cosa rischiano arbitri ed eventuali club coinvolti"

Le Interviste  
Caso Rocchi, l'avvocato Grassani: Cosa rischiano arbitri ed eventuali club coinvolti

Caso Rocchi, parla l'avvocato Grassani

Caso Rocchi, quali clamorosi sviluppi potrebbero esserci in Serie A? A far chiarezza sulla vicenda è stato l'avvocato Mattia Grassani intervenuto nella trasmissione Il Bello del Calcio su Televomero, programma condotto da Claudia Mercurio. 

Caso Rocchi, cosa rischiano i coinvolti: parla l'avvocato Grassani 

Ecco le dichiarazioni del legale riportate dal comunicato stampa dell'emittente televisiva. 

"La giustizia ordinaria ha preso una posizione chiara circa i fatti che stanno emergendo, contestando reati di una certa gravità, poi vanno date le garanzie a soggetti pubblici come questi. La Procura di Milano ha notificato un avviso di Garanzia a 5 persone del personale AIA, la Procura della Repubblica ha contestato la legge sulla frode sportiva, un reato che dal 2014 ha subito un inasprimento delle pene per i fatti più gravi.

Ebbene chi tenta di alterare una competizione sportiva con somme di denaro rischia fino a 9 anni, questo concorso di più tesserati AIA nelle ipotesi, e se venisse accertato sarebbe una cosa molto più grave. Ora siamo agli inizi per quel che riguarda la nostra conoscenza, ma è un'indagine che va avanti da anni, poi bisogna valutare la provenienza e la finalità e poi valutare le conclusioni. Tra poco dovrebbero esserci gli interrogatori di Rocchi e Gervasoni e vedremo cosa succederà".

Poi prosegue chiarendo che:

"Allo stato attuale abbiamo solo tesserati AIA, il mondo del calcio attuale è estraneo, poi è ovvio se ci fossero richieste da parte di dirigenti ci sarebbero conseguenze pesantissime per il club, i tesserati FIGC rischierebbero una sanzione multa mentre per il club si va dai 3 punti di penalizzazione fino alla retrocessione".

Su posizione invece di Rocchi:

"Nel procedimento penale il soggetto indagato non ha l'obbligo di rispondere subito ma può attendere la scopertura della discovery per capire cosa indaga, normalmente in pene cosi gravi andare al primo interrogatorio sarebbe controproducente, per quel che riguarda la Giustizia sportiva invece il tesserato dovrebbe rispondere altrimenti si rischierebbe qualcosa".

Sulla frode in concorso:

"Diciamo che un'ipotesi accusatoria frequente, quella del concorso con soggetti ignoti, ma già 5 tesserati AIA sono indagati con medesimi reati e quindi ci può essere un concorso, e comunque un concorso in frode sportiva non necessita della partecipazione di dirigenti

Io che partecipai al procedimento del 2006 di Calciopoli, ovviamente la quantità e la qualità dei soggetti coinvolti è imparagonabile, il numero è molto minore ma il mondo arbitrale ultimamente è devastato da comportamenti di una gravità inaudita, recentemente abbiamo avuto la decapitazione per il presidente Zappi, inibito per 13 mesi. 

Ci sono dissonanze e differenze sostanziali, nel 2006 c'è stato uno spaccato importante mentre qui siamo a livello di ipotesi. Bisogna fare una riflessione e questo compendio probatorio non consente di fare parallelismi con il 2006 ma merita attenzione".

Infine sul possibile commissariamento dell'AIA:

"A mio avviso ci sono tutti i presupposti affinchè la stessa federazione possa commissariare la federazione arbitrale mentre il commissariamento della federazione è un atto di invasività tale disposto solo in presenza di gravi irregolarità della federazione, l'extrema-ratio e al momento non ci sono neanche club coinvolti. A mio avviso comunque la Procura di Milano ha altri elementi".

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