CorrSera ipotizza: "La rapina Insigne commissionata dai boss per ottenere più di un Rolex. Non sono balordi, ma dei veri professionisti"

In Evidenza ico calendario ico orologio10:19 fonte : corriere della sera

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Gli autori della rapina a Insigne non sono dei balordi. Su questo ci si può scommette. E non solo perché un colpo del genere implica una certa «professionalità», il che vuol dire seguire la vittima, aspettare il momento giusto per agire, calcolare i rischi della fuga e cose del genere. Ma anche, e soprattutto, perché il beniamino del Napoli, l’unico che parla in dialetto in una squadra di stranieri, è fin troppo noto in città per non ipotizzare che chi lo ha preso di mira sapesse benissimo cosa sarebbe successo dopo: e cioè la caccia all’uomo da parte di polizia e carabinieri, la stretta repressiva, i ricettatori e gli informatori messi sotto torchio e tutto quello che la camorra proprio non desidera. Se ne può dedurre che con molta probabilità la rapina sia stata commissionata per ottenere molto più del Rolex e dei braccialetti con diamanti della moglie del calciatore. Qualcosa che ora è difficile sapere. Ma che dal punto di vista dei boss, potrebbe valere, in prospettiva, molto più degli alti costi immediati. Magari — perché no? — addirittura la ritirata dell’eserci-to da quartieri come Forcella o la Sanità, dove la presenza delle divise, da alcune settimane a questa parte, di sicuro non gioca a vantaggio degli affari delle bande. Se non riescono a evitare rapine come queste, a cosa servono i militari, i pattugliamenti e i posti di blocco? Il ragionamento è fin troppo facile, come si vede. E non a caso sui social qualcuno lo sta già facendo. Ma questa è solo un’ipotesi tra le tante. Che dietro rapine così clamorose ci sia invece sempre dell’altro lo confermano i molti precedenti. Negli anni passati — dal 2011 in poi — al termine di una lunga catena di aggressio-ni ai danni di Cavani, Hamsik, Lavezzi e altri campioni, fu proprio uno di loro, Behrami, a spiegare l’arcano durante il processo ai rapina-tori. Venne fuori che il vero obiettivo era punire i giocatori perché si rifiutavano di partecipare alle feste organizzate dalla camorra. Ci sono ora nuovi ricatti in corso? Si vedrà. E non rassi-curano i fischi e gli insulti alla società partiti dalla curva Sud dopo la partita con il Villarreal, quella finita con un insufficiente pareggio. Ma se è così, se davvero dovessero esserci nuove pressioni, vorrebbe dire anche che c’è chi non ha alcuna intenzione di cedere. E questa è una buona notizia. Al tempo di Maradona, di cui proprio in questi giorni è iniziato il recupero di un gigantesco murales nei Quartieri spagnoli, non c’erano rapine e aggressioni, e terzini e attaccanti potevano circolare liberamente tra ali di folla plaudente. Ma qual è una delle foto più famose di Maradona? Purtroppo per lui è quella in cui Diego, in una casa di Forcella, sorride insieme con alcuni componenti del clan Giugliano. È in una vasca da bagno a forma di conchiglia, ed è finito lì dentro nel vivo di un allegro festeggiamento a base di champagne. Quella stagione è finita.

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