E venne il giorno...

Zoom ico calendario ico orologio02:25 fonte : di Stefano Napolitano
E venne il giorno...

E venne il giorno. E Mazzarri parlò. Parlò e nulla disse. Raccontò dei successi e della crescita. Dei quattro anni di grandi vittorie e soddisfazioni. Dalla sua prima affermazione all’ultimo minuto contro il Bologna, fino ai giorni nostri. Quattro anni di Napoli e quattro anni d’Europa, spiccano, ovviamente, le due qualificazioni in Champions League. Raccontò del rendimento dei calciatori che l’hanno accompagnato in questi anni, da Pazienza a Zuniga, da Lavezzi a Gargano. Raccontò dell’alto rendimento di una Società che, escluso il settennato di Maradona, mai si era spinta così in alto. Raccontò agli astanti che non trattasi di una questione di mero denaro, la sua permanenza dipenderà da altro. E questo, sinceramente, gli fa onore.
Spenti i microfoni, chiusi i taccuini, sono immediatamente partiti i giudizi e le impressioni. In tanti, malgrado il mister nulla disse, hanno percepito che si sono trattate di parole di addio. In molti l’hanno criticato: “ma come, sul più bello, lascia?”. Abbandona una squadra che ha plasmato a sua immagine e somiglianza. Uno spogliatoio unito e compatto che l’ha sempre sostenuto e che, insieme al mister stesso, è riuscito a tirarsi fuori anche da qualche periodo di crisi che la squadra ha attraversato. Una squadra che, per stessa ammissione di Mazzarri, ha una grande anima. E con quell’anima, quanti risultati si sono riusciti ad ottenere. Per non parlare delle rimonte insperate e di quel crederci sempre fino all’ultimo.
Altri hanno sostenuto che il mister non abbia le qualità e le capacità per lottare per i massimi traguardi. E l’hanno etichettato come un vincente a metà. E se invece, fossero venute meno le garanzia tecniche e di programmazione da parte della proprietà? A detta di tutti, questo organico, necessita di due - tre innesti di assoluto valore per poter competere ai massimi livelli almeno in Italia e, magari, ben figurare anche in Europa. E se i giocatori contattati dalla Società, non fossero del pieno gradimento del mister! L’offerta economica per trattenerlo, è un’offerta importantissima ma se il mister si fosse stancato di dover sempre “friggere il pesce con l’acqua”? Basta con gli Aronica e i Pazienza, stop ai Dossena e agli Yebda. E’ tempo di alzare l’asticella. Già lo scorso anno, tifosi e allenatore attesero il 31 agosto quel “giocatore più forte o di pari livello” del partente Lavezzi. L’attesa fu vana. Ci ritrovammo con Vargas e tutti ricordano come andò a finire.
Mazzarri parlò e nulla disse. Incalzato, pressato e provocato con domande circa il suo futuro, le ha abilmente dribblate tutte. Rimandando i presenti alla prossima conferenza stampa. Quando si spera che parli. E dica tutto, ma proprio tutto. Magari cantasse anche; anzi, gliele cantasse …
Poi si spera che la proprietà ci smentisca e faccia una campagna acquisti faraonica, iniziando con il tenere i migliori. Perché quel vogliamo vincere del Presidente prima di Napoli – Siena, è l’urlo di un’intera tifoseria. Di un intero popolo.

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