IL GIORNO DOPO Napoli-Inter...la mossa conservativa di Gattuso, il braccio alzato di Meret e la papera in collaborazione

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IL GIORNO DOPO Napoli-Inter...la mossa conservativa di Gattuso, il braccio alzato di Meret e la papera in collaborazione

Il giorno dopo Napoli – Inter è l’emblema di quando l’importanza del risultato finisca per condizionare una gara. Almeno la seconda parte. Buono e propositivo l’atteggiamento degli azzurri nella prima frazione. Squadra alta. Centrali difensivi quasi sempre in anticipo. Di Lorenzo e Mario Rui alti e larghi anche e soprattutto per tenere bassi di Darmian e Hakimi e contenerne le sfuriate offensive. In avanti, Osimhen impegnato a correre e a pressare chiunque. Corre il nigeriano, eccome se corre. Palloni giocabili ne vedrà pochi e ne cercherà ancora di meno. Ma corre, corre e correrà fino a quando non sarà sostituito a quindici minuti dal termine. Ovviamente, uscirà dal campo correndo. Al momento pare che sia l’unica cosa che gli riesca meglio. Per il momento, corre come neanche Tom  Hanks in Forrest Gump. Tecnicamente e tatticamente deve crescere e anche tanto.

Il giorno dopo Napoli – Inter. Il coraggio iniziale degli azzurri viene premiato dalla papera in collaborazione tra Handanovic e Skriniar che trasformano in goal un innocuo cross sul primo palo di Insigne. Eppure i due esperti giocatori nerazzurri erano senza pressione. Nessun giocatore del Napoli aveva pensato bene di attaccare il primo palo. Né tantomeno il centravanti che, manco a dirlo, stava correndo. Premiato se non altro l’atteggiamento l’iniziale atteggiamento propositivo dell’undici di Gattuso.

Il giorno dopo Napoli – Inter. Nel finale di tempo, i legni salvano i Napoli. Nell’occasione, del palo colpito da Lukaku, Osimhen si è dimenticato di correre “sopra” tenendo in gioco il forte attaccante belga. Può capitare. E’ giovane e crescerà. Nella ripresa, all’Inter basterà alzare il ritmo e la squadra per trovare il pari. Sul traversone di Darmian, Meret sfoglia la margherita. Esco o non esco. Alla fine, quando forse finalmente si rende conto che il traversone è ad uscire, decide, manco a dirlo, di restare tra i pali. Alza un braccio. Un giorno ci spiegherà il perché. La respinta della difesa è corta. Eriksen infila l’angolo lontano. Inutile la “sdraiata” dello tesso Meret. Pallone imprendibile, specialmente se si resta troppo incollati sulla linea di porta.

Il giorno dopo Napoli – Inter. Ottenuto il pari, i nerazzurri tornano ad abbassarsi nuovamente. Conte ha quasi vinto uno scudetto in questa maniera. Difesa e contropiede. Gli azzurri ci provano ancora. Politano quasi spacca la traversa con un bolide di destro. Insigne si perde sul più bello su di un’imbucata di Mario Rui. Partita che scivola via senza più sussulti a ritmo blando. Nei minuti di recupero, la doppia sostituzione conservativa di Gattuso che, più che altro, sembra voler dire a Conte: “ Vedi, a me il pari mi soddisfa. Ho tolto Zielinski prima e Fabian Ruiz e Politano poi. Mi raccomando, finiamola così”. E così finisce. Gli azzurri rosicchiano un punticino alla Juventus. La corsa ad un piazzamento Champions continua.

Stefano Napolitano

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