Assalto alla redazione de La Stampa: cos'è successo e il comunicato, 30 soggetti identificati | FOTO
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Assalto alla redazione de La Stampa: le foto e il comunicato del Comitato di Redazione
Ultime notizie - Assalto alla redazione de La Stampa, il Comitato di Redazione de La Stampa condanna "con forza l’irruzione di un centinaio di manifestanti all’interno della redazione centrale del nostro giornale in via Lugaro a Torino.
Un attacco gravissimo all’informazione e ancora più vile perché accade nel giorno dello sciopero nazionale dei giornalisti per il rinnovo del contratto di lavoro e a difesa della qualità dell’informazione democratica, libera e plurale.
Senza che le forze dell’ordine lo impedissero, i manifestanti in parte a volto scoperto e in parte con passamontagna hanno forzato due porte della sede, e al grido di «Giornalista terrorista, sei il primo della lista» hanno invaso la redazione, imbrattato i muri con scritte e buttato all’aria libri e carte preziose che usiamo quotidianamente per il nostro lavoro. Un violento attacco al nostro giornale e all’informazione tutta.
Ringraziamo per le numerose manifestazioni di solidarietà immediatamente giunte in redazione da parte dei colleghi della Federazione nazionale della stampa, dell’Ordine dei giornalisti, dell’associazione Stampa subalpina, e inoltre del ministro dell’Interno, del presidente della Regione e del sindaco di Torino che è subito giunto in redazione manifestando solidarietà e condannando l’accaduto.
Non abbiamo paura. Siamo giornalisti. E continueremo a fare il nostro lavoro senza farci intimidire".

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha fatto pervenire al direttore Andrea Malaguti e alla redazione de “La Stampa” la sua solidarietà, unita alla ferma condanna della violenta irruzione nella sede del quotidiano.
Il comunicato di solidarietà di Associazione Stampa Subalpina, FNSI, Ordine Nazionale dei Giornalisti e del Piemonte:
"Inaccettabile. Ogni forma di dissenso espressa con atti intimidatori e di violenza non ci appartengono e li rifiutiamo con forza. L’aggressione verbale e le irruzioni nelle redazioni dei giornali riportano indietro le lancette del tempo quando ogni pensiero non allineato al governante di turno veniva punito con l’olio di ricino e le bastonate. E quei comportamenti venivano etichettati come “azioni fasciste.” Anche oggi a distanza di quasi 90 anni e l’evoluzione digitale ci ritroviamo ad affrontare queste manifestazioni d’odio e a constatare come la storia non abbia insegnato nulla.
L’Associazione Stampa Subalpina, la FNSI con la segretaria generale Alessandra Costante, l’Ordine Nazionale dei Giornalisti e del Piemonte stigmatizzano l’intrusione forzosa nella sede del quotidiano La Stampa, le scritte ingiuriose e discriminatorie vergate sui muri.
Un episodio che si aggiunge ad altre aggressioni dei quali sono state vittime giornaliste/i in tutta Italia e che richiedono un aumento della vigilanza intorno alle redazioni dei giornali per evitare che l’esercizio della liberà di stampa possa subire limitazioni, attraverso minacce e intimidazioni".
Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha chiamato il direttore de La Stampa Andrea Malaguti per esprimergli la propria solidarietà e sottolineando il proprio rammarico e disappunto dopo che un gruppo di circa 50 antagonisti - al termine di una manifestazione preavvisata - oggi ha fatto irruzione nella sede del quotidiano torinese apportando alcuni danni alla struttura. L'azione è ritenuta «gravissima e del tutto inaccettabile» dal titolare del Viminale e per questo è stata avviata «una verifica approfondita su come si sono svolti i fatti». Al momento risulterebbero una trentina di soggetti identificati dell'area antagonista torinese.
