Morfeo rivela: "In allenamento non lo voleva nessuno, poi segnò a raffica. Il calcio? Mondo falso, faccio un nome"

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Morfeo rivela: In allenamento non lo voleva nessuno, poi segnò a raffica. Il calcio? Mondo falso, faccio un nome

Interessante intervista all'ex fantasista Domenico Morfeo, in cui rivela interessanti retroscena e motiva il suo allontanamento dal calcio

Ultime notizie -  Domenico Morfeo, talento irrisolto del calcio italiano, oggi ha voltato pagina. Gestisce un ristorante a Parma, si definisce sereno e non nasconde nulla del suo passato: successi, errori e rapporti turbolenti. Durante una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport l’ex fantasista ha ripercorso una carriera brillante ma mai davvero compiuta.

Intervista a Morfeo

Morfeo non gira attorno alle responsabilità. «Mi dispiace non essere sempre stato un professionista. Avessi avuto un’altra testa, chissà dove sarei arrivato», racconta, ammettendo come l’avversione per allenamenti e corse lo abbia frenato. Nonostante un talento cristallino, l’ex giocatore riconosce di essere rimasto un eterno “what if”.

Qualcuno l’ha delusa? "Ho litigato con tanti, direi quasi con tutti. Quello del pallone è un mondo senza amicizie, fatto di rapporti di convenienza. Se devo fare un nome, di chi mi ha davvero deluso, dico il presidente del Parma Ghirardi. Io sarei sceso anche in B, lui invece mi ha fatto la guerra. Ma il tempo è galantuomo... si è visto che persona era".

In carriera ha fatto da spalla a tanti grandi centravanti. Un flash per ognuno. Gilardino? "A Parma con Gila ci siamo divertiti. Pensi che in allenamento non lo voleva nessuno, non segnava manco con le mani. Poi si fece male Adriano e lui iniziò a buttarla dentro a raffica. Quanti assist gli ho fatto...".

Il calcio oggi le manca? "No, anzi mi fa schifo quello che vedo. Non tornerei mai. Lo trovo un mondo falso".

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