Ministero Economia, Villarosa: "Spero tifosi possano tornare allo stadio. Cassa integrazione? Paghiamo colpe non nostre, atteggiamento indegno di alcune Regioni"

Le Interviste  
Alessio Mattia VillarosaAlessio Mattia Villarosa

Ritorno allo stadio e casse integrazioni, le parole del sottosegretario del ministero dell'economia Alessio Mattia Villarosa

Ultime notizie. A Radio Marte nel corso della trasmissione "Si gonfia la rete" è intervenuto Alessio Mattia Villarosa, sottosegretario al ministero dell'economia e parlamentare M5S:

"Cassa integrazione non pagate? Sarebbe utile chiederlo alle Regioni e non a noi, hanno fatto mea culpa facendo capire a molti che il Governo c'entra poco. Entro la fine di questa settimana la maggior parte verranno erogate. Abbiamo fatto anche il Decreto Rilancio settimana scorsa ed esso prevede che l'INPS anticipi al posto delle Regioni. Prendersi cura delle colpe degli altri fa rabbia. Il nostro sistema è complicato, non tutti i nostri cittadini sono iscritti da qualche parte né hanno rapporti con istituti previdenziali. Tutte queste banche dati prima non sono state mai collegati, quindi ovvio che in Germania e in Olanda - in cui c'è maggiore digitalizzazione - ci sia più facilità e sveltezza. Il Paese Italia non poteva lavorare come loro.

Le Regioni avrebbero dovuto comportarsi diversamente. Governo contro Regioni? Noi avevamo i dati, abbiamo istituito un Comitato Scientifico, eravamo attrezzati a prendere le migliori decisioni per il paese, però i presidenti di Regione ogni giorni si mettono contro le posizioni del Governo in tv. Fare politica in un momento del genere è indegno: noi pensavamo alla sicurezza di tutti, mentre alcune Regioni hanno fatto i propri interessi politici. Erano sempre in tv, quindi è sembrato davvero ci fosse uno scontro con lo Stato ma riguardava in realtà soltanto alcune che si contano sulle dita di una mano. In Sicilia per esempio, parlavano di passaporto sanitario e contemporaneamente di riapertura delle discoteche, poi hanno fatto un passo indietro. Sul tema della cassa integrazione, con l'ultimo decreto, alle Regioni abbiamo detto di farsi da parte, così ci penseremo noi. Il presidente è stato chiaro: entro 10 giorni, dobbiamo avere un Decreto Semplificazione sul tavolo perché la burocrazia in Italia va necessariamente allegerita.

Calcio, ripartenza e aiuti del governo? Il calcio dà lavoro a tante persone, ci siamo presi la responsabilità di farlo partire prima di tante altre attività. Per i collaboratori sportivi abbiamo introdotto nel Decreto Rilancio il contributo dei 600 euro. Per chi ne rimarrà fuori c'è il Reddito di Emergenza. Il mondo del calcio riparte con paletti di un certo tipo, non è possibile però far ripartire il calcetto, però, a questo settore va la nostra solidarietà come a tutti quelli che per motivi sanitari non possono ripartire e non hanno avuto lo stesso slancio per anticipare i tempi che ha avuto il calcio, di cui riconosciamo anche l'elemento sociale e di svago che può far bene alle persone. 

Reddito di Cittadinanza e lavoro? Con il reddito di cittadinanza si obbliga alla ricerca di un posto di lavoro, si formano e garantiscono collegamenti. Ovviamente noi ci siamo concentrati inizialmente sulla creazione del progetto, è stata una scelta politica. Eravamo già partiti con il nuovo instradamento, poi è scoppiata la pandemia ma ripartiremo a pieno regime. Il Reddito resta uno strumento che deve permettere di rimettersi nel mondo del lavoro. Esiste la norma che se rifiuti la terza offerta di lavoro verrà ritirato il Reddito proprio per questo.

Tifosi allo stadio? Spero proprio di sì. C'è chi dice che la storia di questo virus finirà, che diventerà come un'influenza normale. Non tornare ad assembrarci per gli essere umani credo sia una cosa impossibile. Sono convinto che sia una cosa passeggera ma nel caso troveremo il modo, altrimenti si finisce di vivere".

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