Film Centenario Napoli, De Giovanni: "Non c’è differenza tra McTominay e Sivori, noi passiamo la memoria! Storia dedicata a chi ha tifato e non visto lo scudetto"

Le Interviste ico calendario ico orologio15:30  

Ultime notizie SSC Napoli - Sono iniziate le riprese del nuovo film sul Centenario dell’SSC Napoli prodotto da Filmauro, da un’idea di Aurelio De Laurentiis, soggetto di Mimmo Carratelli e Maurizio De Giovanni, scritto da Maurizio De Giovanni con la collaborazione di Massimiliano Pacifico, diretto da Massimiliano Pacifico.

Alle ore 11 c'è stato un incontro stampa per l'inizio delle riprese del film del Centenario. L'evento si è svolto presso il Magnolia, sito in Vico Belledonne a Chiaia n. 11. Parteciperanno il regista Massimiliano Pacifico, gli attori Gino Rivieccio, Antonio Orefice, Susy Del Giudice, Giovanni Esposito e Maurizio De Giovanni, che ha anche curato la sceneggiatura. Il Presidente De Laurentiis non ha preso parte all'evento per impegni personali.

Di cosa parla il film? Nel giorno dell’inaugurazione del Bar dello Sport, culminante nella grande partita del Napoli, il Professore (Gino Rivieccio) rievoca cent’anni di storia del club. Tra sogni condivisi e ferite irrisolte, Daniele (Antonio Orefice) insegue il sogno di diventare match analyst, mentre Caterina (Susy Del Giudice) prova a ricucire il rapporto di Eugenio (Giovanni Esposito), proprietario del bar, con suo padre.

Lo scrittore e sceneggiatore Maurizio De Giovanni: Per uno che scrive Storie, farlo sul Napoli non era ipotizzabile. Ho avuto una linea disegnata da Mimmo Carratelli, un maestro gigantesco del racconto della grande storia del Napoli. Io non ho fatto altro che incorniciarla e renderla fruibile anche all’esterno, non solo su tifosi e agli appassionati di calci. La passione per il Napoli è diversa da ogni altra, nessuno ha l’identità forte e radicata come noi. Abbiamo avuto la fortuna di avere attori incredibili, che con la loro creatività hanno migliorato la storia. A monte c’è Carratelli, Edo é un presidente esecutivo (ride, ndr) e sono orgoglioso di questo progetto. La storia ha l’intento di proporre tre generazioni di tifosi e le tifose, tre tipi di ricordi diversi. Quale filo conduttore c’è per far passare fuori il concetto di passione napoletana? Io credo che Napoli sia l’unica città sudamericana fuori dal Sudamerica, Napoli vive in maniera quasi da fantasmi: quelli del passato coesistono nella città, in ogni cosa, da San Gennaro a Maradona, Troisi. Da noi non si muore ma si sopravvive, anche nella memoria dei ragazzi che sono consapevoli di Maradona e di ciò che ha fatto. Non c’è differenza tra McTominay e Sivori, noi passiamo la memoria di generazione in generazione. Da scrittore quanto è stato difficile lo sforzo di raccontare la passione totalizzante? Io ho visto il Napoli a Shanghai, a San Pietroburgo e a Buenos Aires, con persone che non avevano mai visto il Napoli, Napoli é un sentimento, ci sono napoletani mai stati a Napoli o napoletani nati qui che non lo sono. Un sentimento significa parlare alla passione della gente, un tifoso di un’altra squadra potrebbe riconoscersi. La contiguità di questa città in rapporto al calcio con l’Argentina non è questione che nasce con Maradona ma anche prima con Sivori e dopo con Lavezzi. Ci sono figure in un pantheon, figure empatiche con i napoletani, unico non nato é Maradona. Come rendere un soggetto da docufilm in film? Abbiamo rispettato la linearità, un luogo in cui si confrontano delle persone, non è una storia di 100 anni di eventi ma di un sentimento che nasce in un certo momento e rimane lo stesso nonostante tantissimi cambiamenti. Questa storia é dedicata a tutti quelli che hanno tifato e non hanno visto lo scudetto in 65 anni dalla nascita del Napoli al primo scudetto, e anche a chi vive da lontano, a girare il mondo e trovare tifosi altrove che non possono scendere in strada come noi é eroico”.

segui CalcioNapoli24.it direttamente su Google
Ultimissime Notizie
Back To Top