Fabio Cannavaro: "Koulibaly-Manolas difesa micidiale. Sarri? Assurda la contestazione di Napoli. Io volevo essere come Totti, ma Ferlaino..."

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Kalidou Koulibaly e Kostas Manolas durante Napoli-RomaKalidou Koulibaly e Kostas Manolas durante Napoli-Roma

Fabio Cannavaro, ex difensore di Napoli e Juventus, campione del mondo con l'Italia e attualmente allenatore dello Shandong, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni del Mattino. Ecco alcuni estratti: 

Cannavaro, è una storia che finisce in maniera dolorosa quella della Roma e di Totti?

«Da anni consigliavo a lui e a Daniele (De Rossi, ndr) che era giusto fare esperienze altrove, di spezzare da soli il cordone ombelicale con il proprio club. Per quanto doloroso, lo immagino, sarebbe stato meno sofferto. Ma adesso lo strappo è stato più brutale e la ferita brucerà molto a lungo».

Già, Totti sembra davvero l'abbia presa male.

«Perché le società sono così: appena la bandiera diventa un problema prima la maltrattano e poi l'abbattono. Senza rispetto, come se la storia e le rinunce fatte per restare tutta la vita lì non abbiano alcun valore. Ma è questo il calcio».

Verrebbe da dire, così fan tutti?

«Già, perché la Juventus con Del Piero e Buffon cosa ha fatto? Fino alla fine se li è tenuti stretti ma appena loro sono divenuti qualcosa di complicato da gestire hanno indicato la porta e li hanno invitati a togliere il disturbo. Con cinismo, freddezza e indifferenza».

E se poi le bandiere decidono di andare via?

«Ecco l'ipocrisia: i calciatori diventano dei traditori, dei voltagabbana, tutti sono lì a dire che non rispettano la maglia, che lo fanno per soldi. Ma anticipare le cose, andar via prima di sentirsi un peso, qualcosa da sopportare è la cosa migliore da fare. Il calcio è questo e Totti l'ha pagata sulla sua pelle. Ma è stato un uomo che ha avuto una fortuna straordinaria: giocare nella squadra per cui ha tifato da bimbo, per cui ha fatto il tifo, per cui è andato in curva».

A lei questo sogno è stato negato?

«Già, a 20 anni. I tifosi venivano sotto casa mia e urlavano Fabio, non te ne andare. Io li rassicuravo, dicevo che non ne avevo alcuna intenzione, mi vedevo a vita nel Napoli dove avevo fatto persino il raccattapalle e avevo inseguito per le strade il mio mito Krol, ma poi mi dissero che dovevo farmene una ragione perché Ferlaino mi aveva venduto già da 10 giorni».

Sarri e Conte hanno fatto delle scelte che i tifosi non hanno preso bene?

«I tifosi hanno ragione, ma gli altri no. È una follia poter credere che Sarri o Conte dovessero rifiutare Juventus e Inter ovvero le due panchine più prestigiose d'Italia. Sono discorsi che si possono fare nei bar, ma la ragione e il sentimento nel calcio non vanno mai d'accordo. 

Diverso il discorso di Sarri, non trova?

«No, anzi. Trovo persino meno accettabile il clima di contestazione che so si sta vivendo nella mia città in questi giorni. D'altronde, quanti anni è stato l'allenatore del Napoli? Tre anni. E sono un periodo troppo piccolo della sua vita calcistica per poter pretendere chissà quali scelte, chissà quale fedeltà. Ma poi a chi vive il calcio come un mestiere bisogna solo chiedere di dare il 101 per cento per la società con cui è legato da contratto. Ed è quello che Sarri ha fatto come dimostrano i 91 punti conquistati nella sua ultima stagione».

Che tipo di innesto serve a questo Napoli?

«Lo sanno Carlo e De Laurentiis. Anche se leggo che va via Albiol e non è un buon segno. A meno che non arrivi davvero Manolas: lui e Koulibaly sono il top nella difesa uno contro uno a tutto campo, davvero formerebbero una coppia micidiale».

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