Ex Figc Di Lello a CN24: "Caso Bari? L'ipotesi di bancarotta mi sembra ardua da sostenere. Arbitropoli? Serve riforma"
14:30
Caso Bari, parla l'ex procuratore Aggiunto FIGC
Marco Di Lello, ex Procuratore Aggiunto FIGC, è intervenuto alla trasmissione CalcioNapoli24 Live, soffermandosi sulle vicende che riguardano la famiglia De Laurentiis e il Bari.
Caso Bari, ex procuratore FIGC a CN24
"Caso Bari? Intanto, riguardo alla Serie B, abbiamo anche qualche club particolarmente titolato in massima serie che presenta deficit strutturali per diverse centinaia di milioni di euro.
È evidente che nel calcio non valgono i parametri oggettivi utilizzati per le normali società per azioni, proprio perché il vero capitale economico è rappresentato dal capitale umano. Il valore del calciatore è soggetto a talmente tante variabili che non esiste un riferimento oggettivo.
È anche il motivo per cui, sul tema delle plusvalenze, la giustizia sportiva ha poi chiuso con un'assoluzione complessiva: non esistono criteri oggettivi di valutazione dei calciatori.
Devo dire che anch'io sono rimasto, come molti, un po' perplesso nel leggere dai giornali l'ipotesi accusatoria. Sono abbastanza convinto che la vicenda potrà concludersi senza particolari problemi per la famiglia De Laurentiis.
Quest'anno c'è ancora la possibilità di mettere in bonis la società, non c'è stata alcuna dichiarazione né sentenza di fallimento. Per questo, pur comprendendo lo scalpore che la vicenda sta suscitando, mi sembra che la situazione sia abbastanza governabile, anche sulla base della mia esperienza professionale."
Il caso possa rappresentare un campanello d'allarme per il sistema calcio?
"Può essere un campanello d'allarme per pretendere una maggiore trasparenza nei conti delle società. Domani, ad esempio, il comitato presieduto dal senatore Verini della Commissione bicamerale Antimafia ascolterà il presidente della Commissione di controllo economico-finanziario, l'ex Covisoc.
Una riforma è già stata fatta e, secondo me, quella sarà l'occasione per comprendere se siano necessari ulteriori interventi normativi.
I conti delle società calcistiche sono spesso poco leggibili e questo, in generale, non è un bene. Se questa vicenda potrà servire a sollecitare il legislatore a intervenire ancora sul tema, tanto di guadagnato.
Detto questo, ripeto, la situazione mi sembra abbastanza generalizzata da un lato e, tutto sommato, risolvibile dall'altro."
Sulla contestazione di bancarotta fraudolenta, Di Lello ha aggiunto:
"Per quello che ho letto, mi sembra abbastanza arduo sostenere un'ipotesi accusatoria di questo genere."
Nel corso dell'intervista si è poi parlato anche delle nuove intercettazioni emerse nell'inchiesta denominata "Arbitropoli".
"Non è un tema che può non destare allarme. La riflessione che ho fatto stamattina, leggendo il giornale, è che queste notizie arrivano a distanza di due giorni dall'intervento del presidente Trump, che ha rivendicato un intervento della politica sul calcio mondiale per ottenere la revoca di una squalifica. Già questo, secondo me, aveva indebolito la credibilità del sistema.
L'idea che un designatore possa chiedere alle società un parere sugli arbitri da designare, verificando se siano graditi o meno, rischia di minare ulteriormente la credibilità del sistema.
Come tutti, sono rimasto molto perplesso nel leggere queste notizie. Non mi fate commentare altro, ma è evidente che il calcio abbia bisogno di recuperare credibilità e questo può avvenire soltanto attraverso la massima trasparenza.
Mi auguro, anzitutto, che Malagò possa avviare un nuovo percorso in questa direzione."
