08-04-2026
15:50
“Un piacere rivedervi di nuovo, speriamo di trovare la strada giusta che sia al livello della squadra”. Sorride Jasmin Repesa, nuovo nuovo Head Coach della Guerri Napoli. In sala all'ALCOTT Arena lo seguono il General Manager James Laughlin, il Managing Director di Underdog Global Partners Rosario Procino, il Direttore Sportivo Alessandro Di Fede.
“Cosa mi ha convinto del progetto futuro? Ho 64 anni, c’è il detto vedi Napoli e poi muori e non volevo ritirarmi senza aver fatto una esperienza qui” scherza in uno dei pochi momenti in cui la concentrazione si scioglie un po’. Dopo l’esonero di Alessandro Magro, il presidente Matt Rizzetta non ha atteso molto per ufficializzarne il sostituto.
64 anni, croato, una carriera immensa per Repesa: “Questa situazione è strana, arrivare a cinque partite dalla fine non mi era mai capitato in carriera. Ho fatto di tutto per spostare e non venire subito, volevo far finire il lavoro a Magro ma la società ha ritenuto urgente il cambio. Possiamo dire che sono cinque piccole guerre, adesso dobbiamo essere concentrati su ciò che possiamo fare. Voglio ringraziare Magro, ho trovato una squadra con un sistema di gioco di altissimo livello ma un po’ sbilanciata mentalmente, hanno perso sicurezze dopo i tanti cambiamenti dell’ultimo periodo”
Quale sarà il lavoro di questa settimana, in vista già del match decisivo contro Treviso, ultima in classifica, domenica alle 18.30? Repesa l’ha chiesto ad ogni singolo giocatore durante il primo incontro con la squadra nella giornata di ieri.
“Il mio lavoro è trovare nuovi equilibri per riformare un gruppo compatto, poi ci serve disponibilità da ognuno: bisogna ritrovare il senso d’urgenza e responsabilità individuale, bisogna sacrificarsi perchè la situazione è diversa dalle idee di inizio anno. Quando si mettono dentro quattro giocatori nuovi tutto cambia, bisogna giocare con la palla”
La scelta di Jasmin Repesa nasce da un percorso iniziato già diverse settimane fa: il tecnico era stato valutato da Rizzetta e segnalato dai suoi collaboratori, con un primo contatto avvenuto circa un mese fa. La trattativa sembrava ben avviata, ma la vittoria ottenuta contro Varese aveva fatto saltare — o quantomeno rinviare — l’accordo. Nel frattempo c’è stato anche un confronto con Naz Mitrou-Long, luogotenente dell'ormai ex coach Magro, ma più per una questione di correttezza e delicatezza che per ottenere un suo via libera.
Come lavorare sugli errori che la squadra si è portata avanti? Per Repesa ”la squadra qualità ne ha, ma quando non si fanno le cose base, le persone diventano fragili. Ho chiesto sacrificio e responsabilità individuale, essere connessi 40 minuti sul campo”. A partire da Treviso “che ha avuto problemi come noi, hanno perso tante partite ma da due mesi hanno trovato un equilibrio, noi abbiamo un mese davanti a noi e speriamo in 7-14 giorni di trovare nuovi equilibri, intensità per giocare le partite nel modo giusto, con fisicità e fluidità”
Serve trovare compattezza in campo, a partire dall’esclusione di un americano per permettere il rientro di Naz Mitrou-Long dopo l’infortunio che lo tiene fuori da oltre un mese (“mi ha dato disponibilità”) e dalla coppia di lunghi formata da Guglielmo Caruso e Leonardo Totè, quest’ultimo già allenato a Pesaro (“Sono orgoglioso della sua crescita, è diventato un giocatore serio. Lui e Caruso hanno possibilità enormi, gli ho chiesto quanti punti hanno fatto dopo il rimbalzo offensivo: serve l’intuito per i canestri facili, per il lavoro duro e sporco perchè il basket è uno sport in cui serve aggressività”).
Vent’anni fa Repesa sedeva sulla panchina della Fortitudo Bologna che batte la Carpisa Napoli in semifinale scudetto, e i tifosi azzurri quest’anno li ha già incontrati allenando Trapani, poi esclusa dal campionato: “Un messaggio ai tifosi? Dobbiamo essere tutti compatti, dobbiamo essere una sola cosa per vincere la partita. Poi dopo sarebbe più facile guardare il futuro e non il passato”.
Mancano cinque partite alla fine di un campionato deludente per la Guerri Napoli, ma non bisogna distrarsi ulteriormente. Serve fare le cose semplici, è questo il concetto che passa in mezz’ora di conferenza (“Si parte dalla fiducia, cosa manca a questa squadra? Il canestro facile, e come si fa? Con la difesa ed il contropiede, col rimbalzo in attacco. Con canestri facili si prende fiducia, se si guarda solo lo schema per il singolo l’avversario ti conosce e magari se sbagli vai sotto pressione”).
Serviranno aggressività, posizionamento, servirà correre e provare a fare canestri facili per prendere fiducia: “Ai giocatori ho detto di dover sacrificare qualcosa, un allenatore ha mille piccole cose da sistemare”. Ma quanto è stimolato Jasmin Repesa da questa esperienza a 64 anni? “Nella vita c’è pressione sempre, sono maturo e ho esperienza, ho provato due volte ad allontanarmi dalla panchina con il Covid e la direzione tecnica della Croazia, ma l’adrenalina mi è sempre mancata”. Gli tornerà già a partire da domenica, ore 18.30, Napoli-Treviso.
Di seguito le dichiarazioni integrali di Jasmin Repesa:
“Un piacere rivedervi di nuovo, speriamo di trovare la strada giusta che sia al livello della squadra.
Pensavo di poter arrivare qui a cinque giornate dalla fine dopo l’avventura a Trapani? Questa situazione è strana, arrivare a cinque partite dalla fine non mi era mai capitato in carriera. Ho fatto di tutto per spostare e non venire subito, volevo far finire il lavoro a Magro ma la società ha ritenuto urgente il cambio. Possiamo dire che sono cinque piccole guerre, adesso dobbiamo essere concentrati su ciò che possiamo fare.
Voglio ringraziare coach Magro, ho trovato una squadra con un sistema di gioco di altissimo livello ma un po’ sbilanciata mentalmente, hanno perso sicurezze dopo i tanti cambiamenti dell’ultimo periodo. Il mio lavoro è trovare nuovi equilibri per riformare un gruppo compatto, poi ci serve disponibilità da ognuno: bisogna ritrovare il senso d’urgenza e responsabilità individuale, bisogna sacrificarsi perchè la situazione è diversa dalle idee di inizio anno. Quando si mettono dentro quattro giocatori nuovi tutto cambia, bisogna giocare con la palla. Si sono inseriti Totè e Doyle che giocano tanti possessi e non bisogna sbilanciarsi, è il momento per ricominciare per raggiungere l’obiettivo. L’ho chiesto nel primo incontro con la squadra.
Cosa mi ha convinto del progetto futuro? Il progetto è stato condiviso con tutti quelli della società, che ringrazio per l’accoglienza e la disponibilità. Tutti sappiamo che Napoli è una nuova realtà che vuole crescere, voglio aiutare per raggiungere gli obiettivi: ho 64 anni, c’è il detto vedi Napoli e poi muori e non volevo ritirarmi senza aver fatto una esperienza qui (ride, ndr). Napoli vuole raggiungere livelli importanti in Italia ed Europa.
Come lavorare sugli errori che la squadra si è portata avanti? La squadra le qualità le ha, non vedo problemi molto gravi. Sono d’accordo sulle fragilità: è come la vita, quando non si fanno le cose base, le persone diventano fragili. Ho chiesto sacrificio e responsabilità individuale, essere connessi 40 minuti sul campo. I primi due allenamenti sono già passati, ci sono cose che mi hanno soddisfatto e ringrazio Magro per gli schemi costruiti nel tempo. Durezza mentale difensiva è da vedere ma sono ottimista, è una sfida importante contro Treviso che ha avuto problemi come noi. Loro hanno perso tante partite ma da due mesi hanno trovato un equilibrio, noi abbiamo un mese davanti a noi e speriamo in 7-14 giorni di trovare nuovi equilibri, intensità per giocare le partite nel modo giusto, con fisicità e fluidità.
La squadra secondo me è buona, i ragazzi sono perbene e si vede che hanno perso fiducia e gli equilibri in campo sono un po’ rovinati. Si vede fragilità mentale, io sono qui con la mia esperienza per aiutarli, per rendere lo spogliatoio una fortezza compatta e mi aspetto una risposta immediata.
Arrivare in corsa? Venni qui a Napoli e persi di 25 senza aver fatto un allenatore. Non sono riconosciuto come uno che fa rivoluzioni, ma come uno che crea un sistema di gioco, in cui i giocatori migliorano dopo aver lavorato tanto. Serve senso d’urgenza e di responsabilità individuale, nel 2003 sono arrivato in Italia per la prima volta e alla prima partita persi a Napoli contro la squadra di Penberthy. Piano piano dal dodicesimo posto con la Fortitudo arrivammo sesti, eliminammo Cantù ai quarti e Roma in semifinale, perdemmo in finale contro Treviso.
Un messaggio ai tifosi? Il primo motivo per cui sono qui è il progetto ambizioso, possiamo parlare del futuro e di altro ma la situazione è seria e la partita contro Treviso conta molto. Dobbiamo essere tutti compatti, dobbiamo essere una sola cosa per vincere la partita. Poi dopo sarebbe più facile guardare il futuro e non il passato.
Mitrou-Long si è allenato oggi, è stato un mese fuori ma mi ha dato disponibilità. Ai giocatori ho detto di dover sacrificare qualcosa, un allenatore ha mille piccole cose da sistemare: ci sono giocatori che preferiscono partire in quintetto o dalla panchina per vedere cosa succedere. Queste cose già le ho analizzate con i giocatori e la situazione è chiara. Sicuramente ci vuole un po’ di tempo per trovare nuovi equilibri ed un gioco eq. Si parte dalla fiducia, cosa manca a questa squadra? Il canestro facile, e come si fa? Con la difesa ed il contropiede, col rimbalzo in attacco. Con canestri facili si prende fiducia, se si guarda solo lo schema per il singolo l’avversario ti conosce e magari se sbagli vai sotto pressione. Servono aggressività, posizionamento, serve correre e provare a fare canestri facili per prendere fiducia. Poi solo dopo arriva il sistema di gioco adeguato.
Come sono stato convinto dalla società? Il progetto è appena iniziato, ci sono investimenti che si sono visti, c’è ambizione. Ho lasciato tutti i lavori a casa per venire qui (ride, ndr).
Quanto sono stimolato da questa esperienza a 64 anni? Ci tengo molto per la società, queste partite sono molto importanti. Nella vita c’è pressione sempre, si dice che senza grandi budget non c’è pressione. Sono maturo e ho esperienza, ho provato due volte ad allontanarmi dalla panchina con il Covid e la direzione tecnica della Croazia ma l’adrenalina mi è sempre mancata.
Totè? Sono orgoglioso della sua crescita dall’esperienza di Pesaro, è diventato un giocatore serio, ha lavorato tantissimo e mi ha dato disponibilità. Oggi l’ho trovato come l’ho trovato ieri, lui e Caruso. Hanno doti e possibilità enormi, hanno talento e gli ho chiesto quanti punti hanno fatto dopo il rimbalzo offensivo: serve l’intuito per i canestri facili, per il lavoro duro e sporco perchè il basket è uno sport in cui serve aggressività”
Chi è Jasmin Repesa
Napoli Basket comunica di aver affidato l’incarico di Head Coach a Jasmin Repesa. Il nuovo tecnico della società azzurra ha sottoscritto con il club un accordo sino a Giugno 2027.
Jasmin Repesa è un allenatore croato, nato a Capljina il 1º giugno 1961. Al termine della sua carriera agonistica, dal 1992 al 1994 ricopre la carica di assistente allenatore al Cibona e gli viene affidata la panchina del Dona dove ha il merito di scoprire e far crescere giovani talenti. L’anno successivo gli viene affidata la panchina della prima squadra. In tre anni conquista altrettanti titoli croati, dal 1995 al 1997 nonché due coppe nazionali, oltre alla medaglia di bronzo agli Europei del 1995 come assistente della nazionale croata.
Nel 1997 accetta l’offerta dei turchi del Tofas Bursa ed in tre stagioni in Turchia, dal 1997 al 2000, conquista due volte il campionato turco e una volta la coppa nazionale e quella del Presidente. Dopo una stagione a Spalato (2000-01) ritorna al Cibona, ma soltanto per un breve periodo. Dal novembre 2002 guida la Fortitudo Bologna, dove in quattro campionati conquista altrettante finali scudetto (vincendone una nella stagione 2004-05). Nel 2005 vince anche la Supercoppa italiana battendo la Benetton Treviso.
Nella stagione 2003-04 guida la squadra bolognese fino alla Final-Four di Eurolega, venendo però sconfitto in finale dai padroni di casa del Maccabi Tel Aviv. Nella stagione 2006-07 passa alla guida della Lottomatica Roma portandola sia alle Top 16 di Eurolega, che in semifinale scudetto, dove Roma si arrende 3-1 ai futuri campioni d’Italia della Montepaschi Siena; al termine della stagione rinnova con il club romano per altre tre stagioni, ma si dimette da capo allenatore della Lottomatica Roma nel dicembre 2008. Dal 2006 al 2009 è allenatore, inoltre, della nazionale di pallacanestro della Croazia, con la quale ottiene due sesti posti: ai campionati europei di Spagna 2007 e alle Olimpiadi di Pechino 2008.
Dal 18 gennaio 2010 al 10 giugno 2011, Repesa è l’allenatore della Benetton Treviso. Con la compagine biancoverde centra i playoff con l’8º posto nella sua prima stagione, mentre la seconda lo vede arrivare alle Final Four di Eurocup (disputate proprio a Treviso) e classificarsi al 5º posto alla fine della regular season. Alla fine si separa consensualmente dalla Benetton Treviso. Successivamente accetterà la guida di Cibona, nazionale croata, Málaga e Cedevita.
Nel giugno 2015 viene annunciato come nuovo allenatore dell’Olimpia Milano. A febbraio 2016 vince le FinalEight battendo Avellino e si aggiudica la Coppa Italia ed a giugno 2016 conquista il suo secondo Scudetto italiano. A settembre 2016 conquista la Supercoppa Italiana, primo trofeo della stagione 2016-17, battendo in finale ancora la Scandone Avellino ed a febbraio 2017 vince la seconda Coppa Italia consecutiva sconfiggendo in finale la Dinamo Sassari. Dopo una breve parentesi nella stagione 2018-19 in Bosnia-Herzegovina, poi conclusa in Montenegro, nella stagione 2019/2020 rimane fuori dai campi di pallacanestro.
A giugno 2020 diventa nuovo coach della Victoria Libertas Pallacanestro, con un ingaggio triennale. Riesce a riportare Pesaro alle FinalEight di Coppa Italia dopo 9 anni di assenza arrivando alla finale della competizione. Nel maggio successivo esercita il diritto di uscita dal contratto e viene annunciato come Head Coach della Fortitudo Bologna, dove già aveva allenato in precedenza ma decide di lasciare il suo incarico da capo allenatore dopo solo una partita di regular season.
Il 22 giugno 2022 viene annunciato il ritorno a Pesaro come capo allenatore, con un ingaggio triennale. L’estate successiva, dopo un ottavo posto nella regular season ed essere stato eliminato ai quarti dei play off da Milano, il rapporto con Pesaro si interrompe ed a luglio 2023 assume l’incarico di Direttore sportivo della nazionale della Croazia. Infine a luglio 2024 diviene Head Coach di Trapani società neo promossa in Serie A, chiudendo la stagione al secondo posto della regular season e venendo sconfitta nella semifinale play off scudetto da Brescia. A seguito delle vicissitudini della società siciliana, a dicembre 2025 lascia l'incarico di capo allenatore di Trapani.
08/04/26, 14:45
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