Stipendi d'oro e aiuti dello Stato: il segreto dietro il boom del calcio turco
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Ecco perché la Turchia riesce ad attirare grandi campioni
Negli ultimi anni, il campionato turco ha sviluppato una vera e propria predilezione per i bomber della Serie A (e non solo). Nomi come Dzeko, Immobile, Icardi, Mertens e Osimhen hanno fatto da apripista a un mercato che ora vede sbarcare a Istanbul anche Romelu Lukaku (al Fenerbahce) e Dusan Vlahovic (al Besiktas). A completare il quadro ci sono colpi di livello mondiale come Mohamed Salah al Trabzonspor e Mason Greenwood al Fenerbahce, strappato alla concorrenza dei club italiani ed europei.
I segreti del calcio turco
Oggi il quotidiano La Repubblica prova a spiegare perché negli ultimi anni la Turchia è diventata così attrattiva per le stelle del calcio europeo. Nonostante un livello di indebitamento tra i più alti d'Europa e diritti TV ridotti all'osso, il movimento calcistico turco riesce a piazzarsi subito dietro a Premier League e Saudi League per volume di investimenti. Questo apparente paradosso si regge su quattro pilastri fondamentali:
- Tassazione irrisoria sugli ingaggi, inferiore al 15%.
- La spinta dello Stato e di Erdogan che ha favorito piani di ristrutturazione dei debiti dei club
- Valorizzazioni immobiliari
- Sponsorizzazioni strategiche
Non solo. Pur non potendo pareggiare le cifre strabilianti dei club arabi, la Turchia vanta argomenti molto persuasivi:
- Attrattività culturale e stile di vita: la vita a Istanbul e il calore travolgente dei tifosi negli stadi esercitano un fascino ben superiore rispetto al contesto saudita.
- Competitività tecnica: pur occupando la decima posizione nel ranking UEFA e offrendo pochi posti diretti in Champions League, la Super Lig garantisce una vetrina calcistica europea vera.
Con l'avvicinarsi di Euro 2032, che la Turchia organizzerà insieme all'Italia, il flusso di investimenti e infrastrutture destinate allo sport è destinato ad aumentare ulteriormente. Se la bolla finanziaria su cui poggia il sistema riuscirà a tenere, il canale preferenziale che porta i grandi campioni europei verso il Bosforo non farà che rafforzarsi.
