Olivera: "Darò sempre tutto per questa maglia, posso fare anche il centrale per il Napoli! Ecco l'obiettivo di quest'anno. Che sfide con l'Inter, amici e famiglia amano venire qua"
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Mathias Olivera ha parlato a Radio Kiss Kiss Napoli durante il ritiro con Max Allegri: l'intervista
Ultime notizie SSC Napoli - Il terzino uruguaiano Mathías Olivera ha rilasciato una lunga e interessante intervista a Radio Kiss Kiss Napoli, alla vigilia di Napoli-Aris Salonicco.
Olivera a Kiss Kiss Napoli: l'intervista
Queste le dichiarazioni del terzino della SSC Napoli, Mathias Olivera, evidenziate dalla redazione di CalcioNapoli24:
"Buongiorno e forza Napoli? Sì, sempre!"
Senti Mati, entriamo subito nel vivo: siamo quasi in chiusura della seconda fase del ritiro e hai avuto modo di conoscere da vicino mister Allegri. Mi fai un bilancio della tua prima conoscenza col mister? Cosa vi chiede? Che cambiamenti hai notato tra Conte e Allegri?
"Ma bene, bene. Abbiamo trovato un grande allenatore con una grande esperienza e stiamo imparando tutti i giorni. È vero che sono arrivato nel secondo ritiro e sto ancora facendo allenamenti, cercando di capire al meglio cosa vuole lui da noi".
Ecco Mati, centrale di difesa giochi con la tua Nazionale, con l'Uruguay. Oggi il Napoli ha ancora una necessità. Se dovesse chiederti di giocare centrale te la senti? È un ruolo che è il tuo o ti devi adattare?
"Certo, sì, sì. Se la squadra ha bisogno che io giochi lì, gioco lì. Se no, va bene nella mia posizione... Ma dipende ovviamente da ciò di cui ha bisogno la squadra, sempre. Ovviamente sono lì con i compagni e cercando sempre di aiutare".
A me piace molto il calcio sudamericano, l'Uruguay è veramente qualcosa di straordinario: un Paese così piccolo ma così amante del calcio. Ti chiedo, Mati: quella famosa garra, tu riesci a metterla in campo sempre e comunque da uruguaiano?
"Certo che l'abbiamo nel sangue, quel tipo di garra. Ma ovviamente dipende: in qualche partita non si vede o non esce, però cerco sempre di sudare la maglia come ho fatto finora. Questo è il mio inizio del mio quinto anno, sono tanti anni, il tempo vola e ho sempre cercato di sudare la maglia e di dare tutto per il Napoli, perché sono sempre grato per come mi trattano, per i tifosi, per la città e ovviamente per il club".
L'Olivera bambino che giocava a calcio in Uruguay sognava di diventare un terzino sinistro come chi? Qual è stato il tuo esempio?
"Il lavoro, l'umiltà e il sacrificio mi hanno fatto fare tutto per restare oggi qui e vincere due scudetti e una Supercoppa. Veramente è una cosa che sognavo da piccolo. Come calciatore ho avuto la fortuna di aver vinto e di stare ancora qui. Sì, io ho sempre guardato come modello Martín Cáceres della mia Nazionale. È sempre stato un calciatore che mi è piaciuto molto, ma ce ne sono tanti".
Senti Mati, qual è la dote principale che deve avere oggi un difensore come te in un campionato difficile e tattico come la Serie A? [03:19]
"Oggi mi sembra che nel calcio tu debba avere tutto per stare al livello che c'è oggi. Uno cerca sempre di lavorare per limare tutto quello che ti manca e cerco di farlo tutti i giorni".
5 anni a Napoli, l'hai ricordato: due scudetti, una Supercoppa, tre allenatori bravissimi come Spalletti, Conte e Allegri. Ma c'è un avversario che ti ha messo più di altri in difficoltà, magari in Champions o in campionato? C'è uno che proprio soffri?
"No, è che ci sono tante squadre. In questi ultimi anni la Serie A ha avuto diversi campioni e ci sono tante squadre che lottano per lo scudetto. Ma ultimamente, soprattutto in quest'ultimo anno, ovviamente è l'Inter: abbiamo fatto bene quando abbiamo giocato contro di loro, ma è una squadra fortissima".
E come giocatore singolo ce n'è uno che ti dà fastidio e quando lo incontri dici "Stasera non sarà una serata facile"?
"Non mi viene nessuno in mente in particolare, ma ci sono davvero tanti calciatori forti".
Senti Mati, hai detto una cosa bellissima: sono 5 anni in maglia azzurra e sono tanti, magari neanche tu te l'aspettavi al momento della firma di avere una carriera così lunga e vincente col Napoli.
"Sì, sì, è incredibile. Quando sono arrivato mai avrei immaginato di vivere tutto quello che abbiamo vinto, insieme ai compagni di squadra. È incredibile, abbiamo fatto grandissime cose e vogliamo continuare così".
Napoli è quella che raccontano gli altri o è quella che poi puoi raccontare tu ai tuoi amici e parenti?
"Napoli mi ha dimostrato tanto. La città è un mondo a parte per come si vive il calcio. Sono molto felice, anche la mia famiglia e i miei amici quando vengono qua si trovano come in Uruguay. Sono felice di stare qui".
Come si fa a gestire la pressione di una città che vive di calcio 24 ore su 24, 365 giorni all'anno?
"Mi sono un poco abituato. Ma si devono capire i tifosi, noi lo capiamo e lo sentiamo perché quando eravamo piccoli eravamo dall'altra parte, in tribuna, e uno lo capisce".
Siamo in chiusura, il ritiro volge al termine, c'è ancora Napoli-Aris Salonicco a Castel di Sangro tutto esaurito, ma c'è la possibilità per chi segue da casa di vedere l'ultima amichevole. Il tuo appello ai tifosi?
"Che ovviamente sono presenti in ogni allenamento qua a Castel di Sangro ed è bellissimo, veramente, questo! Chiudiamo il ritiro con questa partita e speriamo che tutti la possano vedere".
Mi dici il tuo obiettivo per questa stagione? Quello personale e quello del Napoli.
"Il mio personale è sempre cercare di aiutare la squadra. Credo che se la squadra va bene, sicuramente va bene anche per me individualmente. Lotteremo fino alla fine, partita dopo partita, e vediamo dove arriviamo".
Proprio l'ultima: c'è un proverbio in Italia che dice "Non c'è due senza tre", il mio "non c'è due senza tre" è legato ai due scudetti.
"Sì, si dice questa frase anche in Uruguay! Speriamo, come abbiamo fatto negli anni in cui abbiamo vinto lo scudetto, di andare partita dopo partita senza fretta e vediamo dove possiamo arrivare".

