Negli ultimi anni, il campionato turco ha sviluppato una vera e propria predilezione per i bomber della Serie A (e non solo). Nomi come Dzeko, Immobile, Icardi, Mertens e Osimhen hanno fatto da apripista a un mercato che ora vede sbarcare a Istanbul anche Romelu Lukaku (al Fenerbahce) e Dusan Vlahovic (al Besiktas). A completare il quadro ci sono colpi di livello mondiale come Mohamed Salah al Trabzonspor e Mason Greenwood al Fenerbahce, strappato alla concorrenza dei club italiani ed europei.
Oggi il quotidiano La Repubblica prova a spiegare perché negli ultimi anni la Turchia è diventata così attrattiva per le stelle del calcio europeo. Nonostante un livello di indebitamento tra i più alti d'Europa e diritti TV ridotti all'osso, il movimento calcistico turco riesce a piazzarsi subito dietro a Premier League e Saudi League per volume di investimenti. Questo apparente paradosso si regge su quattro pilastri fondamentali:
Non solo. Pur non potendo pareggiare le cifre strabilianti dei club arabi, la Turchia vanta argomenti molto persuasivi:
Con l'avvicinarsi di Euro 2032, che la Turchia organizzerà insieme all'Italia, il flusso di investimenti e infrastrutture destinate allo sport è destinato ad aumentare ulteriormente. Se la bolla finanziaria su cui poggia il sistema riuscirà a tenere, il canale preferenziale che porta i grandi campioni europei verso il Bosforo non farà che rafforzarsi.