27-12-2014
19:30
La felicità è tanto più intensa quanto prolungato è stato il dispiacere che l’ha preceduta. E questo è un assunto che si sposa alla perfezione, oltre che con la letteratura leopardiana, con la prima metà di stagione del Napoli. L’anno scorso aveva lasciato una base promettente su cui lavorare, con una squadra che aveva dimostrato a tratti un calcio spettacolare e sempre molto concreto. Infranti i record di punti e gol segnati in una sola stagione, al Napoli sarebbero bastati (forse) degli acquisti mirati nei reparti che lo richiedevano maggiormente, come la difesa e il centrocampo. Servivano giocatori con esperienza, abituati a giocare partite che valgono molto più di semplici tre punti e che si fossero saputi adattare alle disposizioni tattiche di Rafa Benitez. I giocatori chiesti dal tecnico spagnolo, specialmente in mediana, non sono però mai arrivati. L’effetto a catena è stato terribile. L’estate, infatti, che doveva essere il trampolino di lancio per la stagione degli azzurri, si è rivelata la delusione peggiore. L’uscita nel doppio confronto con l’Athletic Bilbao, con un risultato così netto, ha lasciato ben più della classica amarezza. Il disappunto dell’ambiente si è tradotto, infatti, principalmente in critiche nei confronti di Aurelio De Laurentiis, reo di non permettere al Napoli di fare il salto di qualità con gli investimenti giusti e di fare promesse che non mantiene. Tanto da far venire in mente a qualcuno l’idea di una società rifatta sul modello spagnolo: una sorta di azionariato popolare, dove ogni è socio è titolare proporzionalmente a quanto investe. L’inizio incostante di campionato non ha fatto altro che fissare nell’ambiente l’immagine di una squadra già in parabola discendente, che si trascina verso la fine di una stagione cominciata irrimediabilmente male. Il nervosismo di Higuain, un rinnovo poco probabile di Benitez e le poche presenze allo stadio sono gli aspetti più importanti di questa fase di transizione per il Napoli. Che, però, ha saputo ridare un senso a questa stagione e ha messo da parte tutta la negatività. Il vero regalo, i tifosi azzurri, l’hanno ricevuto con tre giorni d’anticipo. Strappare la Supercoppa Italiana dalle mani della Juve è stato motivo di doppia soddisfazione, che ha ricompattato la squadra dal punto di vista tattico e anche umano. Sorrisi, abbracci e aver giocato alla pari (se non meglio) della squadra che ha dominato il campionato italiano negli ultimi tempi ha riportato quella serenità che tanto si intona con il Natale. E che tanto stavano aspettando tutti i napoletani. Ma, come in ogni festa che si rispetti, quando tutto è finito riaffiorano le preoccupazioni per il futuro. Il Napoli ha ancora come obiettivo primario e minimo il terzo posto in campionato, ancora da considerarsi incerto. Soltanto così e con l’aggiunta di un capitale da investire, Napoli può guardare avanti con il sorriso. Lo stesso che gli azzurri hanno fatto spuntare dal Qatar. Lo stesso che è mancato per troppo tempo.
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