27-04-2026
12:15
Calciomercato Napoli - Il Napoli deve tornare a fare plusvalenze. Nelle ultime settimane, quando è iniziato il tira e molla sulla permanenza di Antonio Conte sulla panchina del Napoli, di è discusso anche dell’esigenza da parte della proprietà del club di tornare al metodo legato alla scoperta di giovani talenti che possano produrre plusvalenze nel corso del tempo. Partiamo da una certezza: il piano d’ammortamento adottato dal Napoli è decrescente per cui fare plusvalenza è più semplice nel medio lungo periodo perché il costo maggiore del cartellino è ammortizzato, in media, nei primi 2-3 anni di contratto. Sicuramente il club dovrà ricalibrare la sua strategia per aprire un nuovo ciclo abbassando l’età media e tagliando i rami secchi, come si dice in gergo economico, degli ingaggi di quei calciatori fuori parametro tecnico ed anagrafico. Questo è un discorso prettamente tecnico che per certi versi coinvolgerà anche il lato economico, finanziario e patrimoniale del club di De Laurentiis.

Dando un’occhiata ai dati ufficiali del bilancio della SSC Napoli, al 30 giugno 2025 (primo anno della gestione Conte) le plusvalenze sono state 102.550.445 milioni che rappresentano la somma più alta dal 2019. A contribuire alla cifra record è stata senza dubbio la cessione di Khvicha Kvaratskhelia che ha fruttato una plusvalenza di 77.791.427 milioni. Non figura invece quella di Victor Osimhen che andrà nel prossimo bilancio al 30 giugno 2026. Lo storico delle plusvalenze ufficiali a bilancio dal 30 giugno 2019 della SSC Napoli è il seguente:
Numeri alla mano, piaccia o meno, Antonio Conte ha comunque alzato il livello anche sotto questo punto di vista. I dati ufficiali parlano chiaro e sono incontestabili. Poi, si può sicuramente discutere dell’esigenza del club di cambiare strategia puntando su nomi alla Alisson Santos per aprire un nuovo ciclo con o senza l’attuale allenatore. Se De Laurentiis ha scelto Giovanni Manna, uno che ha, tra le varie doti, il core business nello scovare calciatori di prospettiva in grado di creare valore nel tempo, un motivo c’è. Sostenere che il Napoli debba tornare al passato ci può stare, ma non bisogna farlo passare come un reset totale oppure un ridimensionamento. Si tratta di un'esigenza che parte in primis dalla parte tecnica e sportiva. Non sarà semplice, ci sono tante situazioni in uscita da valutare e gestire.
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