Calciomercato Napoli, saldo acquisti e cessioni della sessione estiva: il confronto con gli ultimi 4 anni | FOCUS

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Autore Bruno Galvan Giornalista professionista · Calciomercato, Economia dello Sport e statistiche

Il saldo acquisti e cessioni della sessione estiva di calciomercato del Napoli 2026 2027

Calciomercato Napoli - La chiusura della sessione estiva di mercato è il momento giusto per tracciare il bilancio per quanto riguarda acquisti e cessioni in termini economici. Il Napoli - salvo colpi dell’ultimo momento - si appresta a chiudere con uno dei saldi migliori (anche se con il segno meno) delle ultime cinque stagioni. La proprietà ha speso, ma ha contenuto il cosiddetto gettito per quanto riguarda i cartellini preferendo dare un taglio netto anche al monte ingaggi.

Acquisti e cessioni calcio Napoli 2026 2027

Il Napoli chiude la sessione estiva di calciomercato con un -21,5 milioni. Gli acquisti sono stati: Badiashile (prestito oneroso 3 milioni), Favasuli (prestito oneroso 1 milione più obbligo), Hojlund 44 milioni, Alisson 15 milioni ed il giovane Dinis. Per quest’ultimo non si conoscono le cifre del trasferimento a titolo definitivo dal Sion. Il totale cessioni è stato di 63 milioni.

Le cessioni sono state le seguenti: Ngonge (1 milione prestito), Mazzocchi (cifre non disponibili), Folorunsho (0,5 prestito), Zerbin 3 milioni , Gutierrez 26 milioni, Lukaku 6 milioni, Hasa 2.5 milioni, Cheddira 2,5 milioni. Il totale cessioni è stato di 41,5 milioni. Questa cifra potrà aumentare se Cajuste - si legge in procinto di andare al Malaga - e Lindstrom - ad un passo dal Salisburgo - dovessero portare altri soldi con un prestito oneroso o cessione definitiva. Ragion per cui, il saldo -21.5 milioni basato sulle cifre rese note potrebbe diminuire ancora di qualche milione.

Al di là di questo dettaglio, numeri alla mano è stata la sessione di calciomercato in cui il Napoli ha speso meno nell’ultimo quinquennio. Nel 2022-23, la spesa per gli acquisti fu 74,5 milioni. Nel 2023-24 si arrivò a 101 milioni. Nel biennio Conte, il tetto di spesa è stato rispettivamente 149 e 139,5 milioni.

Dando un’occhiata anche all’andamento dei ricavi da cartellino, si può notare subito come il Napoli applichi sempre il principio della proporzionalità sul rapporto acquisti e cessioni. La spesa dipende sempre dalle cessioni in modo - come detto - quasi proporzionale. Se si spende di più, si investe di più e viceversa.

I ricavi da cartellini nel 2022-23 furono 77,9 milioni. L’anno successivo 69,2 milioni. Nel biennio con Antonio Conte, le entrate da cartellini furono 13 milioni il primo anno (un vero unicum) e 109,5 milioni nel secondo.

La costante di questi 5 anni è sempre il segno meno nel saldo tra acquisti e cessioni. Quello attuale sarà (in attesa di avere le cifre delle restanti cessioni) di -21,5 milioni. Una cifra inferiore solo a quella della stagione 2022-23 quando il saldo della sessione estiva fu di -3,4 milioni di euro. Nel 2023-24, il Napoli ebbe -31,8 milioni. Il picco negativo nel primo anno di Conte con -136 milioni che furono poi subito ridotti a -30 lo scorso anno.

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