Davide Costanzo lascia il calcio a 23 anni! Spalletti lo fece capitano del Napoli per 15 minuti

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La storia di Davide Costanzo, da capitano del Napoli di Spalletti all'addio al calcio a soli 23 anni

Davide Costanzo lascia il calcio! A soli 23 anni, il difensore napoletano classe 2003 dice addio al calcio giocato. Era cresciuto nelle giovanili della SSC Napoli, aveva orbitato attorno alla prima squadra ed era riuscito perfino ad indossare la fascia di capitano del Napoli, nell'amichevole estiva contro il Benevento nell'estate 2021, con Spalletti in panchina.

Davide Costanzo lascia il calcio

Costanzo aveva ricevuto la prima convocazione in prima squadra nel Napoli di Gattuso, il 9 febbraio 2020, in occasione di Atalanta-Napoli in Serie A. In estate aveva preso parte al ritiro pre-campionato e Spalletti gli aveva concesso minutaggio in amichevole, consentendogli addirittura di indossare la fascia di capitano del Napoli. All'epoca anche Lorenzo Insigne gli dedicò un messaggio, augurandogli una lunga carriera nel club: "Che sia la prima di tante".

Alla fine erano state quattordici le convocazioni in prima squadra col Napoli, poi i prestiti e le esperienze con Portici, Angri, Nola, Pompei e Frattese. Infine l'addio al calcio a soli 23 anni d'età. Davide Costanzo ha spiegato così la sua scelta su Instagram:

"Oggi è l’ultimo giorno dell’anno. E anche l’ultimo anno in cui ho indossato le scarpette.

Ho iniziato a 4 anni. Ero solo un bambino, non sapevo ancora cosa fosse il mondo, ma sapevo rincorrere un sogno. Correvo senza sapere dove, ma sapevo il perché. Un bambino, appunto, pieno di sogni e di una fame che non si insegna.

Sono cresciuto così: tra sacrifici, rinunce, allenamenti e silenzio. Quel sogno mi stava portando lontano, ma abbastanza lontano da capire che non basta essere forti.

Negli ultimi anni ho vissuto esperienze che mi hanno aperto gli occhi. Ho capito, purtroppo, che il calcio è un mondo dove il merito conta meno dei favori. Dove chi ha gli agganci va avanti, e chi ha solo valore resta fermo.

Attorno a me, nel momento buono, eravate in tanti: sorrisi, complimenti, pacche sulle spalle e presenze improvvise. Ma quando il buio è arrivato, quasi tutti sono spariti.

La cosa peggiore è chi ha fatto finta di gioire per il mio “successo”. So bene che volevate questo momento. Lo stavate aspettando. Io, invece, no. Ho già disegnato un’altra strada. Voi? Siete rimasti fermi, e io vi ho lasciati lì. Su una strada che, fortunatamente, non mi appartiene.

E se oggi smetto, non è perché non ne sono capace, come vi fa comodo credere. Ma perché questa non è più una strada né sicura né giusta. E se questo sistema chiama “fallimento” l’essere rimasto pulito, allora rifarei tutto. Perché io, per andare avanti, non mi sono mai venduto. E anche se non sei stato la mia realtà, resterai per sempre il mio sogno. Ciao 2025".

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