Montervino a CN24: "Non m'aspettavo una cosa da Conte! Avrei voluto Farioli, su Allegri-Napoli ho la mia idea"
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Francesco Montervino ha parlato dell'addio di Conte e dell'arrivo di Allegri al Napoli: l'intervista
Francesco Montervino è stato protagonista della splendida notte al Maradona, la "Notte dei Leoni" dello scorso martedì 26 maggio 2026, con le Napoli Legends in campo allo stadio di Fuorigrotta. E noi di CalcioNapoli24 TV l'abbiamo intervistato, ripercorrendo tutta la sua carriera.
Montervino su Conte e Allegri
Ma nel corso della lunga intervista a Francesco Montervino a CN24, si è parlato anche di attualità, dall'addio di Conte all'arrivo di Max Allegri:
"Calore dello stadio di Napoli? Chiaramente poi deve essere passione e non pressione. Molto spesso tanti giocatori hanno subito la pressione di questa piazza. Non ultimo, no, abbiamo sentito l'intervista di un allenatore che è appena andato via (Antonio Conte, ndr). Strana, però va bene, non è questo il momento di parlarne".
Però pensi che qualcuno, anche a quei livelli, anche uno che ha vissuto tutto quello che ha vissuto Conte, può davvero soffrire una pressione del genere?
"Io non me l'aspetto, però questo ti fa capire quanto questa città ti coinvolge, ti prende e e determina buona parte della tua giornata, però poi ci sono caratteri e caratteri. A me è una pressione che mi ha sempre fatto paura. Sembra come se tu hai timore? No. Quando tu hai paura di un qualcosa, la rispetti, la guardi in maniera diversa. Quindi ho avuto sempre paura di deludere, quel tipo di pressione secondo me ti aiuta. Poi devi essere predisposto. Certo non si può giustificare qualsiasi cosa, eh, perché poi ci sono purtroppo tifosi o tuoi colleghi che non sono stati correttissimi. Allora, se si parla di ciò che ha subito magari Conte e il Napoli nelle ultime due settimane, lo trovo meschino. E la parola falliti, probabilmente per certa gente, gli si addice. Se poi quella parola invece è anche per altri, che in maniera costruttiva ti hanno criticato, non mi trova d'accordo. Quindi condivido l'umore del Conte infastidito, soprattutto nelle ultime due settimane, non quello del Conte pressato negli ultimi due anni".
Chi vorresti sulla panchina del Napoli, visto che prima abbiamo accennato a Conte? A proposito, c'è un tuo ex compagno fra i grandi allenatori moderni... Ti aspettavi che quel De Zerbi lì facesse questa carriera?
"No, ma quando mai! Ma stai scherzando? Impossibile. Non me lo sarei mai aspettato. Tra l'altro sono un grande amico di Roberto, ma pensare che sarebbe diventato oggi fra i top five allenatori al mondo per visione... Cioè, Roberto... Non è come fa giocare la squadra, è quello che pensa di inculcare nella testa dei giocatori. È quello che riesce ad inculcare, perché poi con tutti i giocatori che lo hanno avuto, con il quale parli ti dicono: "Mai avuto una persona così!". Quindi pensare a Roberto che qua in B faceva fatica a giocare, che con Reja che giocava con un attaccante e mezzo, lui che stava fuori e faceva la panchina, i palloni che arrivavano fuori dallo stadio tutte le volte perché sbroccava e roba varia. Pensi oggi: "Ma cavoli, che visione aveva già quando ero nello spogliatoio all'epoca". Ti rendi conto che... Porca miseria, quanta strada ha fatto! Ma guarda, lui non torna in Serie A per colpa sua, eh! È lui che non si sente pronto ad accettare un calcio che in Italia è rimasto a 20 anni fa. Lui pensa: "Sono troppo più avanti adesso, non voglio tornare indietro o se devo tornare indietro, devo fare come dico io". E oggi, torniamo al discorso di prima: diventa difficile ad un competente come lui, fargli fare quello che deve fare. Non puoi fermarlo dopo una sconfitta, non funziona così".
C'è un nome che secondo te vale più degli altri in questo momento?
"Ti posso dire un nome che mi piacerebbe sulla macchina del Napoli: è Farioli, o Mancini. Sono due nomi diversi ma simili, mi piacciono molto perché si andrebbe su un calcio diverso, sai? Si parla di Allegri in questi giorni, chiaramente è come se continui sulla scia di Conte per metodologia, per tipologia e probabilmente Napoli non vuole più questo. È vero che non bisogna ascoltare la piazza, quindi non devi fare una scelta in base a quello che vuole la piazza, però è anche vero che gli umori della gente contano e alla gente a Napoli piace divertirsi".


